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''Love, and be silent'': padri e figlie nel teatro di Shakespeare

Il rapporto padre-figlia nelle opere di Shakespeare è analizzato attraverso un percorso che parte dall'Othello per toccare il King Lear ed arrivare ai Romances. La relazione, anche a causa della costante assenza del materno, che in queste opere è quasi totale, riveste importanza fondamentale: il drammaturgo costruisce il rapporto sempre nei termini di perdita-ritrovamento, per arrivare alla definitiva, ultima perdita drammatizzata in The Tempest, per eccellenza il dramma dell'esilio e della mancanza.

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2 Introduzione Dove sono le madri? La relazione tra padre e figlia nelle opere di Shakespeare acquista un valore carico di significati simbolici, anche a causa dell’assenza quasi totale di madri. Tra i drammi oggetto di questo studio - King Lear, Othello, Cymbeline, The Tempest, Pericles e The Winter’s Tale - solo due mettono in scena figure materne. Gli unici personaggi femminili, e non madri, del King Lear sono le tre figlie del vecchio re. Anche in Othello l’assenza di maternità è totale: Desdemona vive sola con il padre, prima della sua fuga con il moro Othello; Emilia è moglie, ma non madre, e Bianca è una cortigiana con un ruolo marginale nell’economia del dramma. In Cymbeline la maternità è rappresentata dalla regina, moglie del re di Britannia: una figura con caratteristiche quasi virili che ad alcuni critici è sembrata una caricatura del personaggio sanguinario di Lady Macbeth 1 . The Tempest mette in scena un mondo totalmente maschile: Miranda è l’unica donna presente sull’isola da cui il padre, Prospero, 1 M. Skura, “Interpreting Posthumus’ Dream from Above and Below. Families, Psychoanalysts and Literary Critics”, in Representing Shakespeare. New Psychoanalytic Essays, ed. by M. Schwartz and C. Kahn, Baltimore and London, The John Hopkins University Press, 1980, pp. 203- 15.

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Valeria Tirabasso Contatta »

Composta da 152 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5499 click dal 26/04/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.