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Coscienza, immagine ed emozione in Jean Paul Sartre

Il mio progetto di ricerca è stato condotto con l'intento di recuperare i primi testi filosofici di Jean Paul Sartre. L'interesse per questi primi studi nasce dalla convinzione che ci sia già in essi un architrave del pensiero esistenzialista, che poi verrà sviluppato successivamente nei lavori più maturi.
In particolare è sulla costruzione del concetto di coscienza che questi lavori si innestano e il punto di partenza per tale realizzazione è un confronto diretto, a volte implicito a volte meno, con il filosofo Henri Bergson. Come si potrà vedere leggendo la tesi, infatti, Sartre non smette mai, secondo questa particolare lettura dei testi, di riferirsi a Bergson, a volte aderendo al suo pensiero altre volte invece rilevando le incertezze che l'autore di "Energie spirituelle" avrebbe dovuto prevedere per Sartre.

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La ricerca si propone l’obiettivo di rileggere i primi testi filosofici scritti da Jean Paul Sartre negli anni Trenta, con l’intento di porre in evidenza le prime questioni che interessarono il giovane studioso. Si è ritenuto di intraprendere questa strada perché questi scritti, pubblicati fino al 1940 e riguardanti i temi della coscienza, dell’immagine e dell’emozione, non hanno mai destato un grande interesse da parte della critica filosofica. Un altro stimolo che ha sollevato l’esigenza di rileggere e analizzare questi testi è nato dal fatto che essi testimoniano il passaggio ad una nuova e singolare soggettività, che presenta diversi orizzonti di riflessione. La prima parte della ricerca si concentrerà sulla coscienza e, restando il più possibile fedele al testo, sull’approccio metodologico adottato da Sartre, per descrivere i tre gradi attraverso i quali il soggetto la vive. Si è ritenuto utile partire da questo punto, perché l’indagine di ciascuna delle situazioni, che la coscienza sartriana si trova ad affrontare nell’arco della sua vita, costituisce un aiuto per verificare la presenza o meno di un Io all’interno della coscienza, e anche per comprendere fino a che punto questo Io, ammesso che esista in essa, la personalizzi. Sarà importante a questo proposito soffermarsi sulla presenza dell’Io nella coscienza, che diventerà poi la questione alla base de La Transcendance de l’Ego, testo che, pubblicato nel 1936, sarà indispensabile per comprendere il modello di coscienza, proposto da Sartre, che esclude qualsiasi modalizzazione egologica all’interno di essa. Alla coscienza quindi è stato dedicato il primo capitolo, ma è una scelta suggerita dall’impronta del testo sulla trascendenza, e non dalla sua data di pubblicazione, avvenuta quasi contemporaneamente ad altri scritti che verranno esaminati. La comprensione della coscienza è l’architrave del pensiero sartriano, e quindi avere già presente il suo significato, può essere d’aiuto per comprendere i risultati che Sartre raggiungerà, come si vedrà dall’analisi di questi primi lavori. Resta il fatto che le applicazioni di questa coscienza si vedranno più chiaramente nei due casi particolari dell’immagine e dell’emozione, ai quali saranno dedicati il secondo e il terzo capitolo della ricerca. L’immagine e l’emozione furono probabilmente i primi concetti che destarono nel giovane filosofo l’interesse per la filosofia, e dalla lettura dei lavori che riguardano questi due argomenti, nasce l’ipotesi per cui entrambi possano esser letti come lo studio applicativo di quella Egologia, che Sartre terrà sempre ben presente durante tutto il suo pensiero.

Tesi di Dottorato

Dipartimento: dipartimento di scienze filosofiche

Autore: Manuela Gatta Contatta »

Composta da 243 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5352 click dal 16/05/2006.

 

Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.