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La pubblicità come fonte di stereotipi

Informazioni tesi

  Autore: Stefano Alleva
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università per stranieri di Perugia
  Facoltà: Lingua e Cultura Italiana
  Corso: Tecnica pubblicitaria
  Relatore: Aldo Stella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 53

Tutto è pubblicità. La pubblicità è ovunque. La troviamo in televisione, sui giornali, in radio e richiama la nostra attenzione ogni qualvolta usciamo di casa, sui cartelloni pubblicitari, sui bus, dietro gli scontrini.

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2 INTRODUZIONE Tutto è pubblicità. La pubblicità è ovunque. La troviamo in televisione, sui giornali, in radio e richiama la nostra attenzione ogniqualvolta usciamo di casa, sui cartelloni pubblicitari, sui bus, dietro gli scontrini quando andiamo a fare spesa, sui muri dei palazzi, alle stazioni dei treni. Si trova in ogni luogo, anzi la pubblicità diventa, essa stessa, luogo. Vengono progettati villaggi e palazzi per la promozione di un prodotto: ne è un esempio Autostadt, la città dell’automobile costruita da Volkswagen in Germania. Nel mondo sviluppato, la pubblicità è un elemento costante della nostra vita quotidiana che spesso diventa invasiva. Quando facciamo di tutto per non trovarla, allora, a quel punto, è lei che trova noi, come la posta pubblicitaria che ci arriva a casa e le decine di e-mail informative che invadono i nostri computer. A causa di tutto questo affollamento pubblicitario è diventato, ormai, sempre più difficile catturare l’attenzione dell’utente. Il messaggio che si vuole trasmettere deve essere sempre più mirato, deve emozionare, deve piacere, deve convincere e soprattutto deve trovare il consenso del fruitore attraverso l’uso di tecniche di persuasione. L’uso degli stereotipi è, appunto, uno dei tanti strumenti utilizzati dalla pubblicità per rendere il suo messaggio più efficace, cercando di sedurre il pubblico anziché intimidirlo. Questa tesi si prefigge come scopo quello di spiegare il perché la pubblicità fa uso di stereotipi, illustrando quali sono gli stereotipi principalmente presenti in pubblicità. Il mio lavoro si compone perciò di due parti. La prima, più tecnica, che offre le basi per capire che cos’è uno stereotipo e soprattutto come esso funziona, ovvero come degli stereotipi si possono riprodurre, modificare e

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