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Il datore di lavoro nella pubblica amministrazione

la dirigenza trova costituitio il suo status, fatto di una pluralità di competenze autonome e di rappresentanza, con il dpr n. 748/72. Nonostante la finalità di tale decreto fosse il riconoscimento di precise competenze in capo ai funxionalri della burocrazia statale, ancora lontano è il cammino della dirigrenza verso il suepramento del rapproto gerarchico rispetto all'organo politico. infatti, fu proprio la generale confusione fra politica e amministrazione ad impedire l'attuazione dei principi espressi da tale d.p.r. e a delineare la figura del finto dirigrente inserito in un ambito poco adeguato, caratterizzato dalla precarietà delle strutture e delle procedure, imbrigliato in una fitta rete di controlli formalistici e pressochè inutili al fine di una valutazione sull'efficacia della propria azione. Tuttavia, fu proprio l'insoddisfazione dei cittadine e delle imprese verso la pubblica amministrazione a stimolare l'innovazione grestionale nelle amministrazioni stesse. ci si rese conto, anche sulla scia del filone di studi dedicato al New Publiuc Management, che per migliorare i livelli di efficaica e di efficienza dell'azione amministrativa, bisognava attingere metedologie e tecnoche gerstionali dal settore aziendale, era nbecessario mirare al superamento dell'organizzazione burocratica ed all'adozione di nuovi modelli e logiche che appartengono al bagaglio del dirigente privato. la svolta legislativa viene proposta dalla riforma del d.lgs. n. 29 del 1993. I compiti di tale decreto erano quelli di individuare i compiti di direzioane politica per separarli da quelli di direzione amministrativa; alla dirigenza è affidata la piena responsabilità per il funzionamento delle strutture ed il compimento degli obiettivi, mentre agli organi politici vengono riservati poteri di indirizzo, programmazione e di verifica dei risultati sull'attività: viene in tal modo attuato il definitivo superamento del modello gerarchico. Il d.lgs. del 1993 aveva lasciato tuttavia dei problemi aperti che furono risolti in parte dal successivo d.lgs. n. 80 del 1998. Tale decreto attua definitivamente gli obiettivi di privatizzazione. In particolare dispone, sia per le amministrazioni dello stato che per gli altri enti pubblici, il superamento della doppia qualifica dirigernziale .....

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IV PREMESSA La dirigenza trova costituito il suo status, fatto di una pluralità di competenze autonome e di rappresentanza, con il dpr n. 748/72. Nonostante la finalità di tale decreto fosse il riconoscimento di precise competenze in capo ai funzionari della burocrazia statale, ancora lontano è il cammino della dirigenza verso il superamento del rapporto gerarchico rispetto all'organo politico. Infatti, fu proprio la generale confusione fra politica e amministrazione ad impedire l'attuazione dei principi espressi da tale d.p.r. e a delineare la figura del finto dirigente inserito in un ambito poco adeguato, caratterizzato dalla precarietà delle strutture e delle procedure, imbrigliato in una fitta rete di controlli formalistici e pressochè inutili al fine di una valutazione sull'efficacia della propria azione. Tuttavia, fu proprio l'insoddisfazione dei cittadine e delle imprese verso la pubblica amministrazione a stimolare l'innovazione gestionale nelle amministrazioni stesse. ci si rese conto, anche sulla scia del filone di studi dedicato al New Public Management, che per migliorare i livelli di efficacia e di efficienza dell'azione amministrativa, bisognava attingere metodologie e tecniche gestionali dal settore aziendale, era necessario mirare al superamento dell'organizzazione burocratica ed all'adozione di nuovi modelli e logiche che appartengono al bagaglio del dirigente privato. la svolta legislativa viene proposta dalla riforma del d.lgs. n. 29 del 1993. I compiti di tale decreto erano quelli di individuare i compiti di direzione politica per separarli da quelli di direzione amministrativa; alla dirigenza è affidata la piena responsabilità per il funzionamento

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Tiziana De Masi Contatta »

Composta da 169 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.