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Deregolamentazione del mercato del lavoro e ridefinizione della rappresentanza sindacale

La complessità dell’universo dei lavori atipici ha fatto emergere nuove strutture organizzative, all’interno delle maggiori confederazioni sindacali, che si propongono di dare rappresentanza e tutela a questi lavoratori ma anche di “dar voce” ai loro bisogni e richieste. L’obiettivo delle nuove strutture sindacali è soprattutto di fare in modo che la flessibilità dei lavoratori atipici non si trasformi in precarietà, ma anche di evitare che ad una forma di esclusione sociale come la mancanza di lavoro se ne aggiunga un’altra, ugualmente grave: la mancanza di tutele e negazione dei diritti per alcuni lavoratori.
L’obiettivo di tutelare l’interesse del lavoratore per la continuità e la stabilità del posto di lavoro è stato sempre uno dei criteri di riferimento della legislazione del lavoro, anche in ragione delle disposizioni costituzionali.Se ci si interroga sullo stato di salute del sindacato in Italia, sulla capacità di parlare ai lavoratori come a tutti cittadini e di essere un valido strumento per la tutela e l’esercizio dei propri diritti costituzionali, e nel fare questo poniamo attenzione alla storia dello sviluppo del sindacato, riscontriamo fasi di crisi e di ripresa.

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3 INTRODUZIONE Negli ultimi anni si sta assistendo a profonde trasformazioni del sistema economico capitalistico, sviluppatosi a seguito dell’industrializzazione, che hanno forti ripercussioni sulla forma del lavoro e sulla sua organizzazione. Infatti, la crisi della produzione fordista, la terziarizzazione dell’economia e la diffusione delle nuove tecnologie mettono in discussione la figura del lavoratore salariato, ossia quello dipendente a tempo pieno e indeterminato. Indici di questi cambiamenti sono la diffusione di nuove forme contrattuali: i lavori atipici. La condizione occupazionale “standard”, che ha caratterizzato fino ad oggi le società industriali, perde quella centralità che fino a poco più di un decennio fa appariva indiscussa ed indiscutibile. Le mutate condizioni occupazionali comportano la necessità di un aggiornamento del sistema di welfare, per evitare l’esclusione di queste nuove figure dalle reti di protezione; però la costruzione di un’adeguata rete di protezione per i nuovi lavoratori appare oggi ancora in una fase iniziale. Con questa situazione si confrontano le organizzazione sindacali che si propongono di rappresentare i lavoratori atipici, trovandosi di fronte alla necessità di aggiornare i propri strumenti di azione, in modo da poter offrire un’efficace tutela a questa massa di soggetti. La complessità dell’universo dei lavori atipici ha fatto emergere nuove strutture organizzative, all’interno delle maggiori confederazioni sindacali, che si propongono di dare rappresentanza e tutela a questi lavoratori ma anche di “dar voce” ai loro bisogni e richieste. L’obiettivo delle nuove strutture sindacali è soprattutto di fare in modo che la flessibilità dei lavoratori atipici non si trasformi in precarietà, ma anche di evitare che ad una forma di esclusione sociale come la mancanza di lavoro se ne aggiunga un’altra, ugualmente grave: la mancanza di tutele e negazione dei diritti per alcuni lavoratori.

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Cinzia Vitiello Contatta »

Composta da 225 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.