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Co-evoluzioni in sanità: forme di interazione e prospettive di sviluppo tra organizzazioni, cittadini e reti tecno-comunicative

Informazioni tesi

  Autore: Luciana Ridolfi
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Dottorato di ricerca in “SCSP Sociologia della comunicazione e scienze dello spettacolo” XVIII CICLO
Anno: 2006
Docente/Relatore: Roberta Bartoletti
Istituito da: Università degli Studi di Urbino
Dipartimento: Facoltà di sociologia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 204

Il tema del “cambiamento” è uno degli argomenti trattati con maggior interesse da quanti si occupano di organizzazioni: nel dibattito attuale intorno al Sistema Sanitario, questo aspetto ha assunto una rilevanza consistente. Va tuttavia rimarcato che gran parte dell’attenzione è rivolta soprattutto agli aspetti politici o ideologici della questione mentre minor rilievo è destinato agli aspetti organizzativi, relazionali e tecnologici delle aziende sanitarie, ai loro intrecci sul piano comunicativo/progettuale e ai possibili sviluppi delle loro dinamiche di co-determinazione...
E’ lungo la traiettoria di queste contingenze che è invece possibile cogliere le forme di legami co-evolutivi emergenti che “intrecciano” gli aspetti organizzativi, le affordance tecnomediali e i bisogni attuali dei cittadini/utenti, colti sullo sfondo di relazioni reticolari…

“Un fenomeno di estrema rilevanza [culturale] caratterizza oggi le imprese…: una tensione verso la trasformazione delle proprie strutture organizzative che superino i modelli divisionali [ed aprano ad] accoppiamenti fruttuosi con il proprio ambiente esterno… Il modello che si sta configurando è di tipo sistemico reticolare; si muove nella connessione fra dimensione macro (tipicamente organizzativa) e dimensione micro (attenzione per le singole soggettività)…”.

L’idea per questo contributo è nata “sul campo” e sintetizza i dati un’indagine qualitativa svolta all’interno dell’Azienda USL di Rimini…
Quello delle “aziende della salute” è uno sfondo complesso, caratterizzato da continue “perturbazioni”… ma anche ricco di irritazioni sul piano sociologico: un luogo di osservazione privilegiato per il ricercatore, che vi può fotografare una porzione “esemplare” di realtà sociale, analizzarne i tratti distintivi e comprenderne le logiche di azione e sviluppo; è questa la prospettiva “in campo lungo” che ha inquadrato l’indagine e che fa da sfondo anche a questo contributo…
L’intervento si articolerà in due parti: una riflessione teorica ed una parte empirica. La parte teorica ha lo scopo di rendere evidente come la riflessione sociologica non solo è in grado di offrire utili strumenti epistemologici all’osservazione-comprensione dei fenomeni socio-tecno-comunicativi, ma può rappresentare anche un valido supporto alla progettazione di modelli organizzativi in ambito sanitario.
La parte empirica presenta invece i risultati di un’indagine svolta nell’estate 2005. L’obiettivo di fondo mirava a far emergere – attraverso una serie di interviste a “testimoni privilegiati” (il top management aziendale) – la percezione e l’atteggiamento dei professionisti verso l’opportunità di adottare nuovi modelli organizzativi e nuove strategie tecno-comunicative in grado di (ri)connettere il Sistema/Sanità e il Sistema/Cittadini.

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5 Introduzione “Dobbiamo proprio ammetterlo, l’apparenza, lo spettacolo, la “profondità della superficie” sono all’ordine del giorno. Occorre dolersene o, al contrario, valutare con serenità […] ciò che comporta? […] Non è quindi inutile ritornare instancabilmente su ciò che si dona alla vista, fondare sulla ragione l’importanza del fenomeno, insistere su ciò che è “dato”, e naturalmente saperne rendere conto.” M. Maffesoli (2000). Un approccio conoscitivo all’attuale realtà sociale impone all’osservatore il continuo riaggiustamento del suo diaframma interpretativo: ciò che gli si chiede è di passare dalla superficie alla profondità, di sfocare la visione “in primo piano” – centrata sugli oggetti, gli attori, le strutture – a favore di una prospettiva “in campo lungo”, in cui le singole figure si “con-fondono”, così che “… ciò che si dona alla vista” ri-emerge come quadro d’insieme inedito o meglio, come un insieme di quadri inediti, fatto di individui, cose, sistemi che si ri-posizionano continuamente su nuove relazioni d’equilibrio… E’ dunque lo sguardo complesso la scelta epistemologica per osservare il sociale nelle sue diverse manifestazioni. Esso ha trovato di recente un “soggetto” stimolante nell’ambito della sociologia sanitaria, in particolare nella svolta verso una rilettura critica del rapporto fra la dimensione macro- sociale (le istituzioni, il sistema sanitario, le strutture ospedaliere…) e la dimensione micro-sociale (i cittadini, gli utenti, gli individui…): si tratta di un prospettiva che mira a ricomporre le contrapposizioni unilaterali fra teorie macro e micro, per ricostruire una nuova cornice reticolare all’interno della quale i due livelli del sociale si ri-connettono e co-evolvono… Se l’ottica parsonsiana tentava di riunire su un unico sfondo teorico le istanze soggettive e la logica sistemica (integrazione esemplificata, per esempio, nel rapporto medico-paziente visti come “individualità” portatrici di ruoli istituzionalizzati), la rivoluzione microsociologica degli anni ’70 – manifestazione più emergente del pensiero post-moderno – ha focalizzato l’attenzione sui singoli attori sociali, considerando gli individui come entità prioritarie e fondanti rispetto alle macro-strutture societarie (prevalere delle

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