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Il sequestro preventivo

Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Marceca
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Salvatore Salidu
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 158

La tesi qui pubblicata ha come oggetto l'istituto processual- penale del sequestro preventivo di cui agli art. 321 e segg. c.p.p..
L'istituto presenta notevoli problematiche soprattutto con riguardo ai presupposti d'applicazione: fumus boni iuris e periculum in mora.
Il lavoro è composto da n. 4 capitoli dedicati ad una totale ed interessente esposizione della misura cautelare, ai rapporti con gli altri tipi di sequestro, al procedimento ed alle impugnazioni.
Particolare rilievo ha assunto lo studio della disciplina del sequestro preventivo strumentale alla confisca, di cui all'art. 321 commi 2 e 2 bis, soprattutto con riferimento all'istituto sostanziale. Il legislatore ha infatti inserito nel codice penale o in leggi speciali casi di confisca obbligatoria per taluni tipi di reato, incidendo indirettamente sulla misura cautelare e rendendo il sistema sempre più rigido. Il sequestro preventivo ha assunto, quindi, connotati sempre più "sanzionatori" a danno della funzione preventiva tipica dell'istituto

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4 INTRODUZIONE 1. Definizione e struttura del sequestro in genere Il sequestro giudiziario, secondo le definizioni lessicografiche, è “un provvedimento giurisdizionale che sottrae al detentore la disponibilità di un bene sottoposto a vincolo legale” 1 . I giuristi, con maggiore precisione e dal punto di vista tecnico, lo qualificano come “atto di coercizione reale che sottrae un bene alla libera disponibilità del proprietario, del possessore o del detentore, per fini di giustizia. 2 I vari rami dell’ordinamento ne presentano un vasto campionario: si tratta, infatti, di uno strumento che consente di mettere a disposizione dell’apparato che persegue fini di giustizia, cose di vario genere evitandone la dispersione, l’alterazione o la possibilità di farne ulteriore uso. Ovviamente le diverse fonti normative (codice di procedura civile, codice di procedura penale, leggi speciali), adattano ai relativi differenti scopi la comune caratteristica che è appunto quella di imporre restrizioni sostanziali o formali all’indiscriminata utilizzabilità di ciò che ne forma oggetto, sottraendolo alla disponibilità giuridica e/o materiale del proprietario, possessore, detentore. Il potere-dovere di coercizione reale mostra una fisionomia monomorfa 3 , rappresentata dal sequestro. Il termine, che deriva dal latino sequester 4 , evoca l’immagine dell’apprensione fisica di una cosa da parte dei legittimati che interrompe il rapporto diretto persona-cosa. 1 Così ad esempio, il DISC- Dizionario italiano Sabatini-Coletti, Firenze, 1997. 2 BETTOCCHI, Il sequestro penale preventivo, RIDPP, 1984,970. 3 CORDERO, Procedura penale, 2003. 4 Sequester è il depositario della cosa oggetto di controversia; deriva da “sequor”, riferimento interpretabile, secondo CORDERO, op. ult. cit., 723 e 724, nt. Nn. 2 e 3, in due sensi: l’obbligo verso le parti (Modestino: dictus a beo, quod occurrenti aut quasi seguenti eos qui contendunt, committitur); o la

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Parole chiave

art. 321 c.p.p.
confisca
decreto di convalida
fumus boni iuris
funzione
impugnazioni
misura cautelare reale
ordinanza
periculum in mora
procedimento
pubblico ministero
reapporti
revoca
sequestro

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