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Emozioni al lavoro: uno studio nella ASL NA 5

Informazioni tesi

  Autore: Raffaella La Mura
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia del lavoro e delle organizzazioni
  Relatore: Maria Teresa Giannelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

L’obiettivo principale di questo studio è di compiere un’analisi sulle emozioni, più frequenti ed intense, sugli atteggiamenti delle persone nel momento in cui diventano consapevoli di provarle e sulla possibilità di manifestarle che esse sentono di avere nei contesti lavorativi cui appartengono.
Questo ambito di studio è relativamente nuovo ed esiste al riguardo ancora scarsa letteratura, in prevalenza straniera. Le emozioni infatti, hanno rivestito un’importanza quasi marginale all’interno dei contesti organizzativi, ispirati soprattutto a criteri razionalistici e burocratici. La teoria organizzativa, sin dai suoi albori, ha considerato infatti, le strutture lavorative come strumenti per produrre decisioni e piani razionali, capaci di sopprimere gli elementi emozionali, ritenuti antitetici alla razionalità. È solo a partire dagli anni ’80 che il tema delle emozioni, quali fonti importanti di comprensione del comportamento delle persone nel luogo di lavoro, è stato portato alla ribalta. Come sostengono Olesen e Bone (1998), la teorizzazione idealtipica di burocrazia come struttura razionale, libera da elementi soggettivi ed emozionali, si appresta definitivamente a lasciare il passo ad una più complessa concettualizzazioe delle interrelazioni che legano struttura, emozioni e soggettività. Inizia a farsi strada il convincimento che le organizzazioni possono produrre azioni concrete e piani razionali, tuttavia si caratterizzano anche come “creatrici” di emozioni, dal momento che gli individui spendono gran parte della loro esistenza proprio all’interno dei contesti lavorativi. Tutto questo implica un cambiamento di prospettiva importante in quanto le emozioni, lungi dall’essere considerate un disturbo ed un impedimento al corretto funzionamento delle organizzazioni, sono rivalutate come aspetti ineliminabili e inscindibili del meccanismo più profondo di funzionamento delle organizzazioni stesse.
L’ipotesi principale di questi nuovi studi è che le emozioni espresse dei lavoratori, possono essere usate strategicamente per raggiungere i risultati desiderati dall’organizzazione ed aumentarne l’efficacia. Il management gestisce questa nuova e particolare risorsa imponendo ai lavoratori un ruolo di membro organizzativo che comprende anche i sentimenti e le emozioni che stanno alla base del comportamento lavorativo. È quasi come se i lavoratori venissero pagati anche per sorridere, piangere, gioire, adirarsi, preoccuparsi. Le organizzazioni assumono e gestiscono il controllo anche della performance emotiva dei loro dipendenti.
Gli studiosi delle organizzazioni, tuttavia, auspicano ancora una nuova fase di studio che segni il passaggio dalla fase della marginalizzazione e del controllo verso l’assunzione dell’emozionalità come principio organizzativo, secondo cui gli individui esprimono e vivono le emozioni sinceramente e liberamente.
Questo lavoro, in particolare, si propone di percorrere le tappe evolutive principali dello studio delle emozioni nei luoghi di lavoro. Esso è costituito da due parti. La prima parte si articola in tre capitoli: una documentazione teorica e generale sulla letteratura esistente, a partire dai primi discorsi sulle emozioni, considerate mere passioni istintuali e dannose, fino ad arrivare alle più recenti teorie che le considerano parte integrante dell’essere umano. Segue un’esplorazione delle emozioni, contestualizzate in ambito lavorativo, dalla loro esclusione e dalla loro regolazione, fino all’auspicio che esse diventino un elemento “normale” delle organizzazioni; infine è stata data rilevanza ad una particolare emozione, lo stress, che risulta essere tra le più frequenti ed intense, nei luoghi di lavoro e alle strategie di coping maggiormente utilizzate dalle organizzazioni per tentare di ridurlo, migliorando in tal modo, il benessere dei propri dipendenti. La seconda parte è un’indagine empirica, condotta in due sedi dell’Azienda Sanitaria Locale (ASL) Napoli 5 e parte di una più ampia ricerca sulle emozioni condotta, in diverse aziende pubbliche e private, dalla Facoltà di Psicologia 2 dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza”. Con l’uso di un questionario, sono state rilevate la frequenza e l’intensità delle emozioni che prevalgono in ambito lavorativo, le emozioni che, secondo gli intervistati, è possibile manifestare nella propria azienda, gli atteggiamenti emotivi del rispondente e gli aspetti relazionali del contesto lavorativi d’appartenenza. L’analisi dei dati è di tipo quantitativo, la prima parte della quale descrive il campione relativamente alle caratteristiche sociodemografiche e lavorative, segue un’analisi in termini di frequenza, intensità, manifestabilità e atteggiamenti dei rispondenti nei confronti delle 26 emozioni citate nel questionario, infine, sono stati effettuati dei confronti statistici sulla base di alcune variabili di disegno (genere, età, funzione aziendale svolta e qualifica professionale) tra i vari sottogruppi ottenuti.

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3 INTRODUZIONE L’obiettivo principale di questo studio è di compiere un’analisi sulle emozioni, più fre- quenti ed intense, sugli atteggiamenti delle persone, nel momento in cui diventano consa- pevoli di provarle, e sulla possibilità di manifestarle che le persone sentono di avere nei contesti lavorativi cui appartengono. Questo ambito di studio è relativamente nuovo ed esiste al riguardo ancora scarsa letteratu- ra, in prevalenza straniera. Le emozioni infatti, hanno rivestito un’importanza quasi margi- nale all’interno dei contesti organizzativi, ispirati soprattutto a criteri razionalistici e buro- cratici. La teoria organizzativa, sin dai suoi albori, ha considerato infatti, le strutture lavo- rative come strumenti per produrre decisioni e piani razionali, capaci di sopprimere gli e- lementi emozionali, ritenuti antitetici alla razionalità. È solo a partire dagli anni ’80 che il tema delle emozioni, quali fonti importanti di comprensione del comportamento delle per- sone nel luogo di lavoro, è stato portato alla ribalta. Come sostengono Olesen e Bone (1998), la teorizzazione idealtipica di burocrazia come struttura razionale, libera da ele- menti soggettivi ed emozionali, si appresta definitivamente a lasciare il passo ad una più complessa concettualizzazioe delle interrelazioni che legano struttura, emozioni e soggetti- vità. Inizia a farsi strada il convincimento che le organizzazioni possono produrre azioni concrete e piani razionali, ma si caratterizzano anche come “creatrici” di emozioni, dal momento che gli individui spendono gran parte della loro esistenza proprio all’interno dei contesti lavorativi. Tutto questo implica un cambiamento di prospettiva importante in quanto le emozioni, lungi dall’essere considerate un disturbo ed un impedimento al corret- to funzionamento delle organizzazioni, sono rivalutate come aspetti ineliminabili e inscin- dibili del meccanismo più profondo di funzionamento delle organizzazioni stesse. L’ipotesi principale di questi nuovi studi è che le emozioni espresse dei lavoratori, possono essere usate strategicamente per raggiungere i risultati desiderati dall’organizzazione ed aumentarne così l’efficacia. Il management gestisce questa nuova e particolare risorsa im- ponendo ai lavoratori un ruolo di membro organizzativo che, oltre alle classiche abilità teo- riche e tecniche, comprende anche i sentimenti e le emozioni. È quasi come se i lavoratori venissero pagati anche per sorridere, piangere, gioire, adirarsi, preoccuparsi. Le organizza- zioni, in tal modo, assumono e gestiscono il controllo anche della performance emotiva dei loro dipendenti. Gli studiosi delle organizzazioni, tuttavia, auspicano ancora una nuova fase di studio che segni il passaggio dalla fase della marginalizzazione e del controllo verso l’assunzione dell’emozionalità come principio organizzativo, secondo cui gli individui esprimono e vi- vono le emozioni sinceramente e liberamente. Questo lavoro, in particolare, si propone di percorrere le tappe evolutive più salienti dello studio delle emozioni nei luoghi di lavoro. Esso è costituito da due parti. La prima parte si articola in tre capitoli: una documentazione teorica e generale sulla letteratura esistente sul-

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