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La tutela penale dell'ambiente

Informazioni tesi

  Autore: Daniele Giannini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Mario Trapani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 132

La sempre più delicata ed attuale tematica relativa ad un’efficace tutela dell’ambiente, non può senz’altro prescindere da un concreto coinvolgimento del diritto penale: questo si pone anzitutto come strumento di monito per interventi nei confronti di una collettività sempre meno rispettosa di quell’ecosistema in cui risulta necessariamente inserita.
L’auspicio che vuole accompagnare questo lavoro è quello di cercare di offrire una panoramica relativamente le molteplici interazioni ed implicazioni che, in un certo qual modo, impediscono o limitano alle radici la possibilità di una effettiva e concreta tutela penale dell’ambiente.
Innanzitutto partendo dalle difficoltà nell’individuazione della stessa nozione giuridica del concetto stesso di ambiente, tenendo conto che con questo termine giuridicamente si identificano una serie di elementi atti a connotare tanto la realtà naturale quanto gli ambienti di vita e di lavoro, visti anche sotto i profili di salubrità e/o igiene ma anche esclusivamente estetici e culturali o ancora urbanistici.
Questo ha portato spesso e volentieri ad una inevitabile genericità del precetto penale dovuta all’essenza stessa del concetto di ambiente
Inoltre la normativa penale a tutela dell’ambiente si contraddistingue per l’appartenenza al c.d. diritto penale complementare ossia a quella serie di disposizioni speciali contenute al di fuori del codice penale, con conseguenti riflessi in ordine ad una evidente disorganicità ed estemporaneità della disciplina in esame.
Ovviamente in mancanza di una razionalizzazione della materia la classificazione delle norme che apprestano tutela penale all’ambiente risulta meramente convenzionale, nel concetto rientreranno tutti quei precetti che, perseguendo una efficace tutela dell’ambiente stesso , prevedono puntuali sanzioni penali come conseguenza della loro inosservanza.
Ho poi rivolto uno sguardo su come la precaria formulazione dei reati ecologici costituisca un indizio sicuro di come la costruzione della lesione tipo dei beni giuridici in questione risulti preminentemente attestata sulla frontiera del pericolo piuttosto che su quella del danno.
In seguito ho cercato di porre l’attenzione sull’inesistenza allo stato attuale di un vero e proprio sistema delle fonti del diritto dell’ambiente costruito sulla individuazione di particolari atti o di particolari procedimenti per la produzione normativa in questa materia.
Preliminarmente andava registrato come nella Costituzione italiana non vi sia alcuna disposizione che consideri l’ambiente in maniera diretta e come tale situazione abbia costretto la dottrina e la giurisprudenza a percorsi interpretativi finalizzati al riconoscimento dell’ambiente quale diritto costituzionalmente garantito, fino al riconoscimento testuale dello stesso intervenuto con la legge costituzionale n. 3 del 2001 attraverso una modifica del testo costituzionale posta in essere nell’intento di dettare una disciplina che snellisca i rapporti tra Stato e Regioni.
In seguito ho cercato di analizzare i difficili rapporti che intercorrono tra diritto penale e diritto comunitario nonché i vari livelli di normazione e il rapporto tra le fonti interne al nostro ordinamento in una materia così complessa come la tutela penale dell’ambiente.
La seconda parte è invece dedicata all’analisi delle continue interazioni tra il diritto penale dell’ambiente e il diritto amministrativo.
Poiché è senza dubbio importante rilevare che la legislazione a tutela dell’ambiente è nel nostro ordinamento affidata ad una pluralità di tecniche di stampo civile, penale e amministrativo, ciò nonostante in questa sede diventa inevitabile affrontare i rapporti che intercorrono tra la sfera penale e quella amministrativa, infatti quella civilistica pur espressamente prevista dalla legge istitutiva del Ministero dell’Ambiente si presenta come tutela diversa e autonoma rispetto all’influenza che sono capaci di generare gli atti e le norme di natura amministrativa sulla struttura stessa dei reati ambientali.
A questo proposito interviene l’analisi delle tecniche di rinvio utilizzate dalla normativa penale tenendo conto di come queste influenzino il contenuto del precetto penale.

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4 INTRODUZIONE La sempre più delicata ed attuale tematica relativa ad un’efficace tutela dell’ambiente, non può senz’altro prescindere da un concreto coinvolgimento del diritto penale: questo si pone anzitutto come strumento di monito per interventi, anche di tipo preventivo, nei confronti di una collettività sempre meno rispettosa di quell’ecosistema in cui risulta necessariamente inserita. L’auspicio che vuole accompagnare questo lavoro è quello di cercare di offrire una panoramica relativamente le molteplici implicazioni ed interazioni che, in un certo qual modo, impediscono o limitano alle radici la possibilità di una effettiva e concreta tutela penale dell’ambiente. L’individuazione di una nozione giuridica del concetto stesso di ambiente richiede un approccio scientifico del tutto peculiare, attesa la difficoltà di specificazione dei contenuti di tale figura, definita promiscuamente come bene, valore o anche come diritto e interesse. 1 Infatti con il termine ambiente si intende, in senso giuridico, una serie di elementi atti a connotare tanto la realtà naturale quanto gli ambienti di vita e di lavoro, visti anche sotto i profili di salubrità e/o di igiene ma anche esclusivamente estetici e culturali o ancora urbanistici. La molteplicità degli elementi componenti l’ambiente giustifica le difficoltà incontrate in dottrina e giurisprudenza nell’individuare una specifica connotazione di detta nozione, la quale è stata perciò oggetto di contrastanti teorizzazioni. In uno scritto del 1939, che nulla ha perso della sua attualità, I concetti giuridici, Arturo Carlo Jemolo ci ricorda che “dove ci sono grandi ed importanti scopi da raggiungere non si può indugiare a comporre bei quadri teorici, e neppure a far quadrare bene tutte le definizioni, ed assicurarsi che il sistema formale sia impeccabile,che tutti i sillogismi tornino”. La salvaguardia dell’ambiente è certamente lo scopo al quale l’intera comunità mondiale deve dare esclusiva priorità, tenendo conto che oggi il solo parlare di ambiente rimanda repentinamente e spontaneamente al suo degrado. 1 Per una sintesi dell’evoluzione della problematica ambientale nelle correnti ricostruzioni giuridiche cfr. GOLA, L’amministrazione degli interessi ambientali, Milano, 1995.

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