Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Aspetti organizzativi della portualità. Il porto di Oristano.

In questo lavoro si sottolinea come l'assetto organizzativo gestionale adottato da un porto assuma un ruolo determinante per il suo sviluppo.
A tal fine si analizza la struttura organizzativa/gestionale del porto industriale di Oristano, la cui genesi e il cui sviluppo, hanno seguito canali alternativi rispetto ai canoni classici della portualità nazionale, consentendogli di ottenere risultati in controtendenza rispetto alla stessa. Il porto di Oristano, infatti, inizia la sua attività proprio quando l'Italia, pur occupando una posizione strategica nel Mediterraneo, si presentava con strutture portuali inadeguate e inefficienti i cui gravosi costi, imposti per legge dallo Stato, le hanno fatto perdere a partire dal 1975/76, quasi tutto il traffico marittimo mondiale a vantaggio degli scali più concorrenziali ed efficienti del Nord Europa.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 Introduzione Il mercato delle attività portuali, si estrinseca in un insieme integrato di operazioni, alla cui organizzazione e al cui funzionamento concorrono una pluralità di soggetti. Tali operazioni si distinguono in: operazioni connesse al recinto portuale in senso stretto, che riguardano il carico e lo scarico delle navi, e sono costituite da pilotaggio, rimorchio e ormeggio; operazioni che consentono la movimentazione delle merci in afflusso e in deflusso dalla struttura portuale attraverso strutture tecniche (gru, macchine de movimento a terra, ecc.); servizi logistici. I soggetti coinvolti nelle operazioni portuali, ciascuno dei quali presidia una o più operazioni specifiche, sono: ormeggiatori, piloti, società terminaliste, compagnie portuali. Altri soggetti presenti in ambito portuale sono: gli armatori, gli spedizionieri, i vettori di trasporto, le società assicuratrici e finanziarie e gli operatori nel settore dei servizi logistici. In uno scenario sempre più concorrenziale il posizionamento competitivo di un porto dipende non solo dalla efficacia delle operazioni nella banchina portuale, ma dall’efficienza complessiva del sistema, e quindi anche dalla capacità di collegare il porto con il bacino logistico delle regioni che garantiscono, l’afflusso ed il deflusso delle merci ( 1 ). Collegamento che, si rivela decisivo per lo sviluppo economico delle aree nelle quali sono insediate le strutture portuali. Il funzionamento operativo delle attività portuali, è strettamente legato al modo in cui si svolgono le operazioni di terminalizzazione (attività di movimentazione delle merci) ed i servizi logistici (distribuzione, magazzinaggio, e logistica specialistica). In particolare, il funzionamento delle attività di terminalizzazione, dipende da infrastrutture (banchine per la gestione di più navi contemporaneamente e di piazzale per lo stoccaggio dei contenitori), impianti (in particolare, numero e portata delle gru di banchina), mezzi meccanici, sistemi di gestione del terminal e dal rapporto con la clientela. In seguito alle profonde trasformazioni tendenziali del ruolo dei porti, da punto di transito delle merci a centro logistico, posizionandosi all’interno della catena del valore dei clienti, i servizi logistici stanno crescendo d’importanza. Nell’analisi del confronto competitivo tra sistemi portuali, un fondamentale livello di analisi, è quello che ha per oggetto i range portuali, vale a dire, i porti collocati in una stessa area, che, servono lo stesso hinterland e che competono tra loro per attrarre gli stessi flussi di traffico marittimo. Un range può coincidere con i confini di una nazione (es. Gran Bretagna) oppure (come nel caso del Northern Range, vale a dire, della fascia che va da Le Havre in Francia ad Amburgo in Germania che comprende dieci grandi porti) può comprendere porti collocati in nazioni diverse. ( 1 ) P. Spirito, Il sistema italiano dei porti mediterranei e l’integrazione con il traffico terrestre. Atti, in corso di pubblicazione, del VII Convegno Nazionale S.I.D.T. (Società Italiana Docenti di Trasporto). Ruolo del Mediterraneo nell’ambito del trasporto marittimo internazionale e nazionale. Cagliari 22-23 ottobre 1998.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Gilda Tatti Contatta »

Composta da 103 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3848 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 17 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.