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La partnership nella comunità nell'applicazione della responsabilità sociale dell'impresa: Il Progetto Jonathan-Indesit Company

L'impresa è, opinione di molti studiosi, non può essere considerata unicamente un insieme di fattori finalizzati all'ottenimento di risultati di natura economica, ma va anche vista alla luce del ruolo e del compito che svolge nella società: le imprese possono accrescere i loro profitti e, per questa via, contribuire maggiormente alla efficiente creazione e distribuzione della ricchezza tenendo fede alle legittime istanze sociali, piuttosto che eludendo le stesse. E' dal tentativo di rispondere alle istanze ed alle sollecitazioni provenienti dall'ambiente esterno che trae origine il carattere sociale dell'impresa o, per meglio dire, la sua responsabilità sociale nelle diverse forme in cui si manifesta. In particolare è a partire dagli anni Novanta che si assiste ad una proliferazione di iniziative che sottolineano il ruolo strategico assunto dal tema e che raccolgono l'eredità di un processo di riflessione in atto da diversi decenni. Tra le diverse modalità in cui si esplica la RSI, il lavoro focalizza l'attenzione sulla partnership nella comunità. Essa, infatti, costituisce, per le sue caratteristiche di sussidiarietà e di prossimità, la forma più consona e più efficiente per il perseguimento di obiettivi sociali da parte delle imprese e, d'altro canto, è anche quella più rilevante ed evidente in quanto mette in relazione diretta l'impresa con la collettività. In più, lo strumento della partnership, coinvolgendo, secondo una logica bottom up, più attori a favore di causa comune e, quindi, integrando e facendo leva su competenze diverse, produce benefici sociali che eccedono quelli che si potrebbero ottenere in forza di un contributo isolato da parte del singolo attore. In breve, la partnership nella comunità costituisce, come si è cercato di cogliere nel caso di studio, l'approccio dal quale possono nascere i più rilevanti benefici sia per l'impresa che per la collettività. Il caso, il progetto Jonathan-Indesit Company, ha ad oggetto la partnership tra l'Associazione Jonathan - organizzazione non lucrativa di utilità sociale che si occupa del recupero di giovani a rischio di devianza grave - Italia Lavoro - agenzia tecnica del Ministero del Lavoro che ha il compito di promuovere azioni di politica attiva del lavoro - Indesit Company - multinazionale leader nel mercato europeo degli elettrodomestici. L'iniziativa è apparsa particolarmente interessante, nella prospettiva assunta nel lavoro, per l'enfasi posta dalle organizzazioni partecipanti sulla gestione delle complesse interazioni dinamiche che presiedono alla realizzazione degli effetti sinergici di una partnership. Obiettivo del progetto è il recupero, attraverso l'inserimento nella "fabbrica", di giovani adolescenti sottoposti a misure cautelari o segnalati dai servizi sociali perchè a rischio di esclusione o di devianza grave. Il caso Jonathan-Indesit Company dimostra che è possibile investire nel sociale adottando un'ottica economica ed efficiente, in cui tutti gli attori coinvolti conseguono vantaggi che sono superiori alla somma di quelli conseguibili in forza di un'azione isolata, consegnando, dunque, un surplus netto alla collettività. Alle imprese, il partner più discusso, non si chiede beneficenza, nè di perdere in termini di profitto, ma di cogliere, come il caso dimostra, le opportunità che si possono presentare nell'ambiente sociale, così da ritrovare il senso di utilità sociale nella loro funzione di imprenditori e di produttori di ricchezza. La partnership a più protagonisti, istituzionali, della solidarietà e dell'impresa, per le sue caratteristiche di efficienza, che trovano fondamento nella sussidiarietà e nalla prossimità dell'intervento, può diventare, è auspicabile, un modello operativo connaturato agli interventi di politica sociale, così da assecondare quella tensione del sistema capitalistico verso modelli maggiormente responsabili e sostenibili.

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INTRODUZIONE “Un lupo andava al seguito di un gregge di pecore, senza far loro alcun male. Il pastore, sulle prime, lo teneva a bada come un nemico, e lo sorvegliava con estrema diffidenza. Ma quello ostinatamente lo seguiva, senza arrischiare il minimo tentativo di rapina. Così gradatamente il pastore si convinse di avere in lui un custode, piuttosto che un nemico intenzionato a danneggiarlo. Un giorno ebbe bisogno di recarsi in città, gli lasciò le pecore in custodia e partì tranquillo. Ma il lupo seppe cogliere l'occasione: si lanciò sul gregge e ne fece strage sbranandone una gran parte. Il pastore, quando fu di ritorno e vide la rovina del suo gregge, esclamò: - Mi sta bene! Quale stupidità mi ha spinto ad affidare le pecore ad un lupo? Allo stesso modo, coloro che affidano i propri beni a persone avide naturalmente li perdono”. Esopo

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Maria Teresa Visconti Contatta »

Composta da 236 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.