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Intesa tra lo Stato Italiano e la Confessione Buddhista

La tesi inquadra il principale problema delle difficoltà dello Stato Italiano a disciplinare i rapporti con le confessioni religiose acattoliche in particolar modo con la confessione Buddhista.
Sono infatti descritte le differenze sostanziali tra quanto richiesto dall'UBI nella bozza iniziale e quanto ottenuto nell'intesa non ancora ratificata.
La tesi si conclude con una proposta rivolta al parlamento atta a diminuire l'omologazione tra le varie intese di modo che possano invece assumere carattere qualificante rispetto alle singole confessioni acattoliche.

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2 1. Lo scenario di continua mutazione del quadro socio-religioso nell’attuale contesto postmoderno ha imposto ormai da alcuni anni la necessaria presa in considerazione non solo di quell’ambito comunemente circoscritto dalla categoria dei "nuovi movimenti religiosi" e del soggiacente fenomeno della "nuova religiosità", ma ancor più - e in generale - l’analisi approfondita delle minoranze religiose e delle religioni di minoranza. In tal senso, uno strumento auspicabilmente utile nella quotidiana verifica dello specifico caso italiano è ora a disposizione, dopo la pubblicazione dell’Enciclopedia delle religioni in Italia, curata dal CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni, 1 nella quale sono raccolte in schede - premesse da ampie introduzioni storiche, dottrinali e sociologiche - oltre seicento religioni (e vie spirituali che, benché non religiose, rientrano tuttavia in una fenomenologia degli accostamenti contemporanei al sacro) presenti in Italia. Fra i dati significativi che emergono dall’enciclopedia appena menzionata - frutto di un lavoro sul campo durato alcuni anni - si rileva come significativo quello secondo cui, in un paese come l’Italia, nel quale il pluralismo religioso è tutto sommato recente, le minoranze religiose rappresentano una percentuale sul totale della popolazione (fissato a 57.440.000 cittadini italiani) dell’1,92 % dei cittadini italiani e circa il 3,50% se si considerano i residenti sul territorio (valutati tra i cinquantanove e i sessanta milioni, cifra comunque più incerta per la difficoltà di precisare il dato dell’immigrazione clandestina 2 ). Come si può osservare, anche solo questo dato contribuisce a salutare e congedare 1 Cfr. Massimo Introvigne - PierLuigi Zoccatelli - Nelly Ippolito - Verónica Roldán, Enciclopedia delle religioni in Italia, Elledici, Leumann (Torino) 2001. 2 Sui dati della "immigrazione ufficiale", cfr. Giovanna Zincone, Secondo rapporto sull’integrazione degli immigrati in Italia, il Mulino, Bologna 2001.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Giusy Vasile Contatta »

Composta da 172 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1583 click dal 19/05/2006.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.