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La riserva Xixuau-Xiparinà. Pratiche di sviluppo sostenibile in un angolo di foresta amazzonica

La tesi analizza l'operato dell'Associazione Amazonia nella riserva Xixuau-Xiparinà, nell'area compresa tra il basso Rio Branco e Rio Jauaperi (Roraima, Brasile), considerandola un modello possibile per coniugare lo sviluppo delle comunità locali alla conservazione della natura e delle sue risorse. La tesi di fondo è che è possibile realizzare progetti di sviluppo locale senza entrare in contrasto con le esigenze legate alla conservazione, ma anzi traendo vantaggio proprio dalla integrità degli ecosistemi naturali. Il tema è affrontato a diverse scale dalla globale alla locale: ogni realtà è inquadrata così nell'ambito del contesto più ampio che la contiene, evidenziando i caratteri che la differenziano. A una prima parte introduttiva, dove vengono descritte le principali problematiche globali considerate e il territorio di riferimento, segue una seconda sezione, più specifica, in cui viene descritto prima il lavoro sul campo dell'associazione in 15 anni di attività, poi la mia esperienza personale di collaborazione con essa. Quest'ultimo aspetto è affrontato da un punto di vista prettamente soggettivo e ha un taglio più narrativo che i capitoli precedenti, nella convinzione che questa scelta possa contribuire ad arricchire l'analisi grazie ad elementi che non trovano spazio nella trattazione scientifica tradizionale.

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INTRODUZIONE Raccontare l’Amazzonia è impresa piuttosto ardua. Tanto è stato già scritto, detto e raccontato di questa terra immensa, decine sono stati gli appellativi e gli aggettivi che, dal Cinquecento a oggi, conquistatori, coloni, missionari di diversa religione e con diverse inclinazioni, illustri viaggiatori, esploratori, geografi, botanici e antropologi hanno utilizzato e affiancato nel tentativo di spiegarla, di esprimerla, forse di comprenderla, senza che mai alcuno di essi fosse in grado di coglierne tutti gli aspetti, le sfaccettature, gli umori: di restituire, in un’unica immagine esaustiva, la sua intima natura. Terra crudele e selvaggia, regno incontrastato di una natura, madre e matrigna, che nega all’uomo il suo piedistallo e lo scettro del comando, relegandolo a semplice anello di un fitto e articolato intreccio di catene alimentari. Teatro di inenarrabili atti di ferocia, umana e non, di sangue e di massacri consacrati in nome del progresso, di ingiustificabili soprusi, di scontri, di ingiustizie impunite. Giardino dell’Eden immerso in una pace infinita e apparentemente imperturbabile e al tempo stesso inferno verde colmo di minacce e di pericoli, di un caldo appiccicoso e di zanzare insaziabili. Dimora delle Amazzoni e dei tanti altri miti e stereotipi che popolano l’immaginario umano, stimolato forse da tanta grandezza e varietà: la fonte di eterna giovinezza, la corsa all’oro e ai diamanti, l’illusione del caucciù, i maestosi e improbabili progetti di sviluppo, le innumerevoli storie che viaggiano lungo i fiumi e che a ogni passaggio, di bocca in bocca, si arricchiscono di nuovi particolari.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Andrea Natalini Contatta »

Composta da 170 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.