Skip to content

L'adesione mancata. Il primo tentativo inglese di aderire alla CEE

Informazioni tesi

  Autore: Paolo Pelizzari
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia
  Relatore: Paul Ginsborg
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 250

In un momento storico in cui l’Unione europea appare come una realtà consolidata, forte di un sistema economico e monetario che è stato in grado di abbattere progressivamente le maggiori barriere nazionali, riemergono inesorabilmente – con una certa costanza, e non solo in funzione degli allargamenti – i segnali delle estese difficoltà a porre in essere un’effettiva unità d’azione politica a livello europeo. In questa situazione, pare dunque tutt’altro che inutile rivolgersi al passato alla ricerca di vicende significative che possano in qualche modo aiutarci a comprendere e a dipanare le intricate vicissitudini del presente.
Lo studio del primo tentavo britannico di aderire alla CEE rappresenta infatti un punto di osservazione privilegiato per comprendere le difficoltà pratiche con cui hanno dovuto costantemente confrontarsi i sostenitori della causa europea. Dopo l’annuncio dato il 31 luglio del ’61 da Macmillan alla House of Commons dell’intenzione inglese di aprire i negoziati con i paesi fondatori della CEE – Italia, Francia, Germania occidentale, Olanda, Belgio, Lussemburgo –, si susseguirono lunghe settimane di trattative, particolarmente complicate anche perché la giovanissima Comunità europea si trovava per la prima volta di fronte alla problematica dell’allargamento.
La seguente ricerca si concentra sui risultati prodotti dalla più aggiornata storiografia e scienza politica sull’argomento – in lingua italiana, francese ed inglese –, sullo sfoglio di vari quotidiani inglesi – il Times, il Guardian, il Financial Times e il Sunday Times – e sull’analisi di una cospicua base di documentazione primaria raccolta presso gli “Archivi storici delle Comunità Europee” di Firenze e il “Public Record Office” di Londra, dando una lettura originale di quell’importante passaggio storico attraverso la creazione di alcuni modelli interpretativi tesi a ridonare l’originaria complessità agli avvenimenti trattati.
Questo studio non esaminerà però soltanto la specificità dei negoziati ma considererà con particolare attenzione il contesto globale del primo quindicennio postbellico, con la divisione dell’Europa in due blocchi e le relative pressioni messe in gioco dai nuovi attori internazionali. Ampio spazio sarà inoltre dedicato al chiarimento di alcune peculiarità del sistema economico-commerciale britannico, come i legami intrattenuti dal Regno Unito con i paesi del European Free Trade Association (EFTA) e con il Commonwealth, o la particolare conformazione del sistema agricolo inglese.
Affrontando per la prima volta la questione dell’allargamento, i paesi membri della CEE si trovarono a dover gestire un nodo particolarmente delicato. L’integrazione europea aveva raggiunto una tappa importante con la stesura del Trattato di Roma del ’57, ma era ancora molto giovane e al suo interno vi era una certa indeterminatezza. Anche se i progressi dei Sei facevano ben sperare, la Comunità non aveva ancora trovato un suo equilibrio e si apprestava proprio allora a mettere in atto le prime significative scelte che avrebbero deciso il suo avvenire.
I governi dei Sei vedevano nell’allargamento della CEE vari vantaggi economici e politici. La prospettiva di poter accedere liberamente al mercato inglese e a quello degli altri paesi dell’EFTA, per esempio, appariva molto allettante. Inoltre, si pensava che l’allargamento della Comunità avrebbe facilitato l’unione politica, dando alla nuova Europa una maggiore capacità decisionale a livello internazionale. D’altra parte, i membri della CEE sapevano che il dibattito sull’allargamento avrebbe sollevato molte questioni spinose, complicando ulteriormente la gestione del giovane organismo. L’adesione di nuovi paesi avrebbe potuto mettere in discussione tutti i risultati che fino a quel momento erano stati conseguiti.
La ricostruzione storica qui presentata offre dunque uno spaccato delle difficoltà – che mantengono un’innegabile carica di attualità – nel trovare una cammino comune tra interessi nazionali e motivazioni ideali transnazionali, tra esigenze economiche e progetti politici di ampio respiro. Il tutto contestualizzato in un panorama internazionale sottoposto a tensioni di varia natura, legate alla contrapposizione tra Est ed Ovest, alla politica di decolonizzazione, alle reazioni dell’opinione pubblica, alle pressioni difficilmente controllabili delle numerose lobby – sia industriali che agricole – e alle interferenze di attori esterni al quadro europeo, gli USA sopra tutti.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
1 In Europa ma senza farne parte 1. L’immediato dopoguerra L’Inghilterra usciva dalla seconda guerra mondiale con la consapevolezza di dover impostare una nuova politica che tenesse conto della sua perdita di peso internazionale e potesse porre rimedio alla crisi che minacciava di intaccare i frutti della vittoria 1 . I politici britannici ebbero dunque da subito coscienza che la situazione di declino generale dell’Europa postbellica doveva essere affrontata di petto. A conferma di questo si può ricordare il discorso tenuto all’università di Zurigo, il 19 settembre 1946, da Winston Churchill. Egli – se pur spinto soprattutto da imperativi di sicurezza, e chiaramente prevenuto dal considerare la propria nazione europea a tutti gli effetti – asseriva la necessità di impegnarsi attivamente per l’istituzione di una Federazione Europea 2 . Durante un successivo discorso all’Albert Hall di Londra, nel maggio 1947, Churchill sostenne che lo «scopo fondamentale dell’Europa Unita [fosse] quello di offrire una decisiva garanzia contro l’aggressione» 3 , palesando in questo modo la priorità degli obbiettivi difensivi che ben si conciliavano con la l’atteggiamento filoamericano dell’Inghilterra. Gli inglesi credevano di essere i legittimi mediatori politici tra il continente europeo e l’America, e il governo londinese cercava di modellare 1 Vedi G. Mammarella, Storia d’Europa dal 1945 a oggi, Roma-Bari, Laterza, 1992, pp. 36-39. 2 In realtà Wiston Churchill già nel 1930 scriveva della necessità della creazione degli Stati Uniti d’Europa, anche se appare chiaro che tale presa di posizione era condizionata dalla necessità di stabilizzare il continente europeo, la precarietà del quale avrebbe gravato sulla sicurezza dell’impero britannico. Cfr. a tale proposito B. Olivi, Da un’Europa all’altra, Milano, Etas Kompass, 1973, p. 32. 3 Citato in G. Mammarella e P. Cacace, Storia e politica dell’Unione europea, Roma-Bari, Laterza, 1998, p. 34.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave


Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi