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Ergonomia & Alzheimer: linee guida per la progettazione di una cucina terapeutica

Definizione delle linee guida di progettazione per l'ambiente terapeutico (cucina) di un centro diurno dedito alla cura del Morbo di Alzheimer secondo le più consolidate metodologie dell'user-centred design.

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IV Premessa Il morbo di Alzheimer costituisce la più comune forma di demenza senile: si tratta di un processo neurodegenerativo che distrugge lentamente e progressivamente le cellule del cervello compromettendo le normali attività di vita quotidiana, l’igiene personale, l’alimentazione, la comunicazione, per citarne alcune. Inizialmente la malattia si manifesta attraverso sintomi spesso attribuiti all’invecchiamento e, nella maggior parte dei casi, solo a distanza di qualche anno dall’esordio della malattia, il disturbo della memoria risulta tale da spingere i familiari a richiedere l’aiuto di specialisti e ad affidarsi a centri diurni o a strutture residenziali. L’allungamento della vita umana e il progressivo invecchiamento della popolazione rendono questa malattia, ad altissima rilevanza sociale, una delle priorità sanitarie ed assistenziali dei Paesi sviluppati. Il malato di Alzheimer necessita, dunque, sin dalle prime fasi della malattia di una assistenza personalizzata e continuativa. Purtroppo, però, la terapia farmacologica è attualmente in grado soltanto di ritardare (e non di risolvere definitivamente) il lento processo degenerativo: per limitare le conseguenze e rallentare l’evoluzione è possibile intervenire con metodiche riabilitative di tipo alternativo, come ad esempio, strategie di riabilitazione della memoria, stimolazione sensoriale, Terapia di Orientamento alla realtà (R.O.T), terapie di reminiscenza, terapie di validazione tenendo comunque sempre conto del fatto che l’uomo riconosce sè stesso attraverso il rapporto che stabilisce con l’ambiente fisico ed emozionale entro cui si muove. Il morbo di Alzheimer, in quanto responsabile di numerosi deficit cognitivi, mette profondamente in crisi l’identità del malato e il naturale bisogno di trovare rispondenza con l’ambiente in cui vive: in questo quadro assume notevole importanza la definizione di “ambiente protesico”, ambiente progettato interpretando le particolari esigenze di persone che hanno perso il rapporto canonico con il mondo e che offre a loro la possibilità di recuperarlo attraverso la stimolazione delle loro residue capacità di comprensione. La cucina, ambiente da sempre legato alla memoria di ognuno di noi, con i suoi connotati morfologico-dimensionali, funzionali ed ambientali può promuovere la sicurezza, può contenere la paura, può riattivare la memoria, può facilitare

Tesi di Master

Autore: Mauro Bimbi Contatta »

Composta da 98 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4176 click dal 16/06/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.