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Quando l'altro è uno straniero. Stereotipi e pregiudizi nella cultura giovanile

La ricerca nasce dall’esigenza di comprendere il variegato mondo delle rappresentazioni sociali e degli stereotipi, che il più delle volte portano al fenomeno del pregiudizio e dell’esclusione sociale.
Infatti, «gli stereotipi sono la componente cognitiva dell’antagonismo di gruppo, sono credenze circa gli attributi personali condivisi dagli individui che appartengono ad un particolare gruppo o categoria sociale» , soprattutto si cercherà di comprendere se il mezzo cinematografico riesca a far riflettere i soggetti partecipanti alla ricerca sulla tematica interetnica.

Il nostro lavoro nasce da una ricerca condotta con tre classi di tre diverse scuole medie superiori di Perugia. Il campione che ha partecipato a tale ricerca, è di 62 soggetti tutti provenienti da Perugia centro e dalla periferia. L’età dei ragazzi che hanno partecipato e contribuito alla ricerca, sarà di 16 e 17 anni. Dunque, si cercherà di sondare il pregiudizio e gli stereotipi dello straniero, più propriamente dell’immigrato nella cultura giovanile odierna. Il nostro intento è quello di esplorare l’atteggiamento dei 62 ragazzi nei confronti dell’alterità e di misurare, attraverso la somministrazione di due questionari e la visione del film, come reagiscono gli intervistati dinanzi a tali stimoli.
Strumento per sondare l’atteggiamento e le reazioni del campione sarà il questionario, suddiviso in due parti, la prima parte somministrata ai ragazzi prima della visione del film, la seconda parte dopo la visione.
Il punto cardine della nostra ricerca è il film «Indovina chi viene a cena?», di Stanley Kramer del 1967, famoso soprattutto per la vicenda che racconta e la tematica interetnica ed interrazziale che viene affrontata.
L’ipotesi di lavoro che ci siamo proposti, è quella di sondare l’atteggiamento di ragazzi adolescenti nei confronti dell’alterità, della diversità, attraverso lo strumento del questionario.

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5 Introduzione Per la psicologia sociale, le rappresentazioni e gli stereotipi rappresentano delle euristiche cognitive che sono utilizzate, spesso involontariamente, dagli individui per orientarsi e conoscere il mondo circostante. Esse fanno sì che la conoscenza della realtà complessa possa avvenire in maniera semplice ed immediata. Di fatto, l’utilizzo delle rappresentazioni e degli stereotipi, ha una natura ordinaria e usuale. Infatti, «la quantità e la complessità delle situazioni in cui siamo immersi nella vita di relazione, determina nella nostra conoscenza la necessità di selezionare, classificare per categorie, le informazioni che incessantemente fluiscono nella nostra mente. La categorizzazione e la classificazione rappresentano sia risposte individuali che sociali di fronte a una realtà nella quale bisogna mettere ordine per orientarsi. Si tratta di formare grandi classi o raggruppamenti d’oggetti sociali, allo scopo di orientare l’attività per mezzo d’assunti e previsioni basati sull’esperienza individuale o socialmente trasmessa» 1 . Se lo stereotipo fornirà le caratteristiche di una categoria sociale, il pregiudizio, invece, per quanto riguarda le scienze sociali, si esprimerà in un particolare tipo di atteggiamento verso tutto un gruppo o classe di persone. Questo tipo d’atteggiamento si sostanzia in un giudizio, in un preconcetto formulato prima dell’esame della realtà che giudica e senza la considerazione dei fatti. Per quanto il 1 Delle Donne M., Relazioni interetniche. Stereotipi e pregiudizi, fenomeno immigratorio ed esclusione sociale, EdUp 1998, p. 9.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesca Nuvola Contatta »

Composta da 110 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 15951 click dal 07/06/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.