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Politica ed economia nel sistema cinese

Obiettivo del lavoro svolto è quello di analizzare il modello politico- economico della Repubblica Popolare Cinese dalla sua nascita fino ad oggi. Punto di partenza di questo excursus storico sarà la figura di Mao Zedong e di come, nel corso del tempo, sia mutata la politica e l’economia della Cina. Nel primo capitolo è analizzata l’evoluzione storica della Cina, con particolare riferimento alle origine delle più antiche dinastie cinesi, della nascita della RPC e del periodo fallimentare del Grande Balzo in avanti e della Rivoluzione Culturale. Nel secondo capitolo, invece, si ripercorrono i punti sociologici della Cina: struttura statale e sociale, la famiglia, il clan, il fattore cerimoniale. La fine del XIX secolo vede i primi squilibri strutturali, con una progressiva penetrazione economica straniera e l’apertura della politica cinese verso l’esterno.
Il capitolo terzo è un punto di avvio ed a sua volta di partenza poiché parla dello sviluppo economico cinese, con particolare accento sul fatto che inizialmente la dottrina economica cinese risente molto dell’influenza del modello sovietico in quanto dà priorità all’industria pesante per poi, man mano, concentrarsi sull’agricoltura, sull’urbanizzazione e sul commercio, avviando così la politica di “apertura” con i negoziati per l’ingresso del Paese nella WTO.
Il capitolo quarto, a sua volta, parla delle risoluzioni Congressuali del PCC, con un piccolo excursus dei Congressi più importanti e decisivi della storia politica cinese. Poi, si mettono in rilievo le riforme attraverso le figure dei vari leader cinesi da Mao all’attuale Presidente Hu Jintao.
Infine, nel quinto ed ultimo capitolo si fa un “ viaggio” nell’attuale Cina economica, politica e sociale mettendo in evidenza le due facce contrastanti del miracolo cinese: il boom economico da una parte( politica commerciale cinese, strategie di sviluppo nel mercato cinese, WTO, economia internazionale, eccetera), la povertà e l’inquinamento dall’altra ( abbandono delle campagne e dei contadini, copertura sanitaria inefficiente , sfruttamento del lavoro, eccetera).


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48 2.2 I fenomeni di aggregazione nella società cinese a) La famiglia Una tendenza costante che si riscontra nell’arco dell’intera storia della società cinese è quella aggregativa. Anche sotto l’ultima dinastia, tale tendenza ha avuto modo di esplicarsi sotto forme diverse, sia in senso trasversale che in senso longitudinale. La struttura di base era quella familiare: la famiglia costituiva il vincolo originario fra l’individuo e il suo status sociale, in quanto era il nucleo tramite il quale egli veniva a fare parte di un determinato strato e di un complesso sociale più ampio. Essa costituiva anche un’unità di produzione e di consumo, che condivideva certe pratiche rituali comuni. I legami erano del tipo patrilineare: la massima autorità era esercitata dal padre, che era l’unico rappresentante della famiglia ed era titolare del diritto-dovere di eseguire le cerimonie per gli antenati. La convivenza di più generazioni nell’ambito della famiglia estesa era considerata il modello di vita familiare. La famiglia estesa comprendeva più famiglie nucleari legate da vincoli di consanguineità: essa poteva essere composta dai genitori, dai figli non sposati e dai figli sposati con i rispettivi nuclei familiari. In questo caso venivano a stabilirsi una serie di complessi rapporti interpersonali, che si fondavano sull’ideologia confuciana, di cui erano espressione quelle che erano considerate le virtù fondamentali come, la pietra filiale, la fedeltà della moglie, estesa anche alla vedova, la castità della donna. Legata alla norma ereditaria familiare era la tendenza al frazionamento della proprietà, che avveniva secondo l’ordine dei rami familiari, e interessava solo i figli maschi, indipendentemente che la loro madre fosse la moglie principale o la concubina. La condizione della donna, a partire dalla transizione fra i Tang e i Song, subì un notevole deterioramento, come dimostrano due nuovi elementi, uno di carattere morale e uno di carattere erotico: l’intensificarsi della pressioni perché la vedova non si risposasse e la dolorosa fasciatura dei piedi. Col tempo, la castità vedovile passò da virtù a decenza, e la fasciatura dei piedi da oggetto di attrazione di cortigiane a pratica comune per le donne di famiglia elevata. E comunque probabile che la castità vedovile sia da mettere in relazione con la dote. Comunque, bisogna aspettare i nostri giorni per trovare una nuova condizione migliore per la donna. Ora che il consumismo preme, le ragazze di città di oggi vestono bene, cominciano a scoprire il trucco, vogliono frequentare sale da ballo, escono fuori dalla Cina (anche solo per rendersi conto di come realmente stiano le cose) e in campo lavorativo, soprattutto dopo il boom economico, aspirano a possibilità di carriera e lauti guadagni.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Lina Pepe Contatta »

Composta da 182 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8812 click dal 08/06/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.