Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Generazione di calore da scarti forestali e della lavorazione del legno: osservazioni generali e caso di studio di un'azienda del settore

L’obiettivo principale perseguito in questa ricerca è stato quello di offrire un inquadramento generale, con tutti i limiti del caso, dell’odierno impiego del legno a fini energetici. A tale scopo sono stati individuati i seguenti obiettivi particolari:
- Fornire un quadro il più possibile esaustivo della consistenza delle risorse agricole e forestali regionali;
- Favorire la diffusione di un linguaggio specifico chiaro ed efficace tra gli attori della filiera;
- Riassumere le caratteristiche tecniche ed economiche dei combustibili legnosi;
- Fornire una panoramica sulle principali tecnologie impiegate per la combustione del legno;
- Proporre un approccio progettuale al caso di studio di un modello aziendale di rilevanza regionale.
Il lavoro svolto ha avuto inizio con un’analisi quantitativa e qualitativa delle risorse forestali regionali, per cercare di comprendere quali fossero le reali potenzialità di questo patrimonio. Nell’ambito delle risorse agricole si è cercato di stimare la consistenza dei residui di manutenzione delle colture di vite e olivo, vista la loro rilevanza e diffusione territoriale.Dopo aver illustrato le principali caratteristiche tecniche del legno ai fini della combustione, l’attenzione si è spostata sui combustibili legnosi in quanto tali, fornendo un quadro riassuntivo sia per gli aspetti tecnici che economici.Per quanto riguarda l’impiantistica sono state passate in rassegna le principali tipologie di caldaie, i requisiti tecnici, gestionali e normativi degli impianti.Nell’ultima parte è stata svolta l’analisi del caso di studio: un’azienda agroforestale legata alle prime lavorazioni del legno, intenzionata a cambiare la propria forma di riscaldamento, attiva nella produzione di legna da ardere, paleria, travature e tavolame di castagno. Dopo aver illustrato le principale lavorazioni e i relativi macchinari, è stata stimata la consistenza dei residui di lavorazione e la potenza termica necessaria nelle condizioni di progetto. L’ultima fase ha riguardato la stima delle spese di installazione e i tempi di recupero dell’investimento. In appendice, per completezza, sono state riportate ulteriori caratteristiche dei combustibili, legnosi e non, e i precisi riferimenti normativi vigenti per gli impianti a biomassa. Le conclusioni a cui siamo giunti mostrano come sia possibile concepire e realizzare un modello di impresa agroforestale, collegato alla prima trasformazione del legno, autonomo da un punto di vista energetico. Il vantaggio economico ottenibile producendo energia termica dai residui delle lavorazioni, oltre a migliorare i margini di profitto dell’azienda, potrebbe rappresentare anche un incentivo a valorizzare la qualità del legname regionale, dando una giustificazione economica alle operazioni di diradamento dei popolamenti forestali, altrimenti non remunerativi. Meritano attenzione inoltre i benefici occupazionali, ambientali, forestali e per le comunità.

Mostra/Nascondi contenuto.
5 INTRODUZIONE Il seguente lavoro nasce in seguito allo svolgimento del tirocinio pratico-applicativo presso la C.i.a. Toscana (Confederazione Italiana Agricoltori della Toscana), durante il quale ho avuto la possibilità di seguire, affiancando i responsabili, le fasi di progettazione, di studio e di redazione riguardo una ricerca sulla diffusione e sulle potenzialità del legno a fini energetici nella Regione Toscana. Questa esperienza ha consentito il reperimento di buona parte del materiale utilizzato in questa sede e l’inquadramento delle principali problematiche legate a questo settore emergente. L’obiettivo principale perseguito è stato quello di offrire un inquadramento generale, con tutti i limiti del caso, dell’odierno impiego del legno a fini energetici. A tale scopo sono stati individuati i seguenti obiettivi particolari: ξ Fornire un quadro il più possibile esaustivo della consistenza delle risorse agricole e forestali regionali; ξ Favorire la diffusione di un linguaggio specifico chiaro ed efficace tra gli attori della filiera legno-energia; ξ Riassumere le caratteristiche tecniche ed economiche dei combustibili legnosi; ξ Fornire una panoramica sulle principali tecnologie impiegate attualmente per la combustione del legno; ξ Proporre un approccio progettuale al caso di studio di un modello aziendale di rilevanza regionale. Le conclusioni a cui siamo giunti mostrano come sia possibile concepire e realizzare un modello di impresa agroforestale, collegato alla prima trasformazione del legno, autonomo da un punto di vista energetico. Questo risultato è reso attuabile dalla odierna tecnologia che si traduce nelle moderne caldaie a doppia combustione con cui si ottengono rendimenti termici molto elevati e concorrenziali con le tradizionali caldaie a combustibili fossili. Tale indipendenza rimane però ancora relativa soltanto all’energia termica, ma non è del tutto insensato ipotizzare anche una autonomia rispetto a quella elettrica: infatti, oltre alla continua evoluzione dei pannelli solari (fotovoltaici e termici), sono in fase avanzata di sperimentazione sistemi di cogenerazione di dimensioni ridotte.

Laurea liv.I

Facoltà: Agraria

Autore: Luigi Guido Puntelli Contatta »

Composta da 124 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4476 click dal 16/06/2006.

 

Consultata integralmente 13 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.