Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Profili tributari del riporto delle perdite nelle fusioni e nelle scissioni

Il lavoro analizza l'istituto del riporto delle perdite fiscali pregresse così come è presente nel nostro ordinamento tributario nell'imposizione sui redditi, soffermandosi in particolare sui temi legati alla sua presenza nelle operazioni societarie straordinarie (fusioni e scissioni). Spazia dal "commercio delle bare fiscali" alle tematiche antielusive, con riferimento particolare alle procedure di interpello dell'amministrazione finanziaria da parte del contribuente e le ultime novità di giurisprudenza e dottrina in materia di "refreshing delle perdite".

Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione Il riporto delle perdite è un istituto finalizzato a rendere più equa l’imposizione sui redditi. Nel rispetto del principio costituzionale di capacità contributiva, infatti, non è il reddito di periodo a dover essere considerato significativo, ma un concetto più ampio, il reddito complessivo, totale, realizzato nell’arco dell’intera vita del contribuente o dell’impresa. Il riporto delle perdite consente di correggere, in parte, le asimmetrie e gli squilibri del sistema impositivo, basato sulla convenzionale suddivisione della vita del contribuente in periodi d’imposta, suddivisione necessaria per attuare un prelievo continuo che finanzi, senza soluzione di continuità, le costanti esigenze di spesa pubblica. Il presente lavoro si occupa di come quest’istituto è inquadrato nel nostro ordinamento, a partire dalla ratio che lo caratterizza, fino ai limiti, auspicabilmente da correggere, che la legislazione attuale presenta. L’analisi condotta spazia dalla sua applicazione alle persone fisiche, fino a quella relativa alle operazioni straordinarie d’impresa, per fornire un’idea complessiva di come la nostra legislazione tributaria lo contiene. Le fonti della trattazione sono essenzialmente i numerosi articoli in materia, tratti da riviste specializzate, accompagnati da alcuni manuali di diritto tributario, da cui sono state prese le definizioni, e da alcuni volumi che trattano specificamente l’argomento; non mancano riferimenti alle fonti legislative e alla prassi. Nel primo capitolo viene trattata l’introduzione all’istituto in oggetto, dandone una definizione, illustrando la sua evoluzione nell’ordinamento, analizzandone la ratio e le anomalie con le quali il sistema tributario italiano lo ha accolto, anche nel confronto con alcuni ordinamenti stranieri; si prosegue poi, analizzando la normativa che lo riguarda, con particolare attenzione, in ambito IRPEF, alla persone fisiche e alle società di persone, alle differenze tra la compensazione “orizzontale” e quella “verticale”, con considerazioni di carattere sistematico che si concludono con un elenco delle disposizioni del Testo Unico delle Imposte sui Redditi in cui tale istituto appare. Nel secondo capitolo viene analizzata la normativa che riguarda il riporto delle perdite in ambito IRES: dopo una rapida rassegna dell’evoluzione normativa in materia, viene condotta un’analisi sulle modalità di applicazione de riporto delle perdite in base all’articolo 84 del nuovo TUIR; tale articolo viene analizzato in tutti i suoi aspetti, anche contabili; viene illustrato,inoltre, il rapporto tra il riporto delle perdite ed i nuovi 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Jacopo Traversa Contatta »

Composta da 144 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3626 click dal 13/06/2006.

 

Consultata integralmente 19 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.