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Criteri di ottimizzazione di una rete di terza generazione

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Morbidelli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria dell'informazione
  Relatore: Nicola Blefari Melazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 81

Negli ultimi decenni la telefonia mobile e la trasmissione di dati tramite Internet hanno subito uno sviluppo ed una diffusione immensi, diventando i due più grandi successi nel campo delle Telecomunicazioni. I sistemi radiomobili infatti hanno raggiunto livelli di utenza paragonabili, e talvolta superiori, a quelli della telefonia fissa. Da parecchi anni si sta quindi lavorando allo sviluppo di nuovi sistemi, denominati di “terza generazione”, in grado di conciliare la mobilità dell’utente con la crescente esigenza di comunicazione multimediale. In altri termini si vuole far confluire in un’unica realtà la telefonia mobile e i servizi multimediali. In questa direzione è in corso un processo di aggiornamento degli attuali sistemi radiomobili (quelli cioè di “seconda generazione” come il GSM - Global System for Mobile Communications), finalizzato ad introdurre nuovi servizi come l’accesso ad Internet basati sulla tecnica a commutazione di pacchetto. I servizi possibili riguardano per lo più la possibilità di accedere alla propria casella di posta elettronica, di ricevere le quotazioni dei titoli in borsa, di fare transazioni online, di collegarsi alla propria banca per le ultime notizie. Le informazioni vengono tradotte in un formato compatibile ai piccoli schermi, mantenendo la navigabilità e interattività tipiche di Internet. I sistemi di “seconda generazione” in generale presentano limiti fisici e funzionali invalicabili, che possono essere superati solo grazie a nuovi sistemi concepiti proprio per le operazioni multimediali e appunto chiamati di “terza generazione”. E’ importante sottolineare che questi nuovi sistemi devono presentare forti elementi di continuità con gli attuali di “seconda generazione”, al fine di garantire una migrazione graduale tra vecchio e nuovo e di riutilizzare quanto fino ad oggi è stato realizzato. Il passaggio verso questi nuovi sistemi sta aprendo la strada a servizi a pacchetto con una capacità di comunicazione che può raggiungere livelli dieci volte maggiori rispetto al GPRS, facilitando così l’accesso anche ai servizi multimediali. La “terza generazione”costituisce quindi il salto verso la comunicazione a larga banda nel mondo wireless.
I servizi multimediali rappresentano sicuramente una delle caratteristiche più attraenti e affascinanti di UMTS. Le applicazioni già fruibili sono svariate: si va, per esempio, dalle applicazioni di video-comunicazione alla possibilità di ricevere, su richiesta, filmati direttamente sul telefonino, o anche quello di associare contenuti multimediali ai messaggi trasmessi. Infine anche i servizi basati sul concetto di localizzazione rappresentano un altro settore di vasto interesse, essendo la mobilità la caratteristica principale dei sistemi radiomobili. Alcune delle applicazioni possibili potrebbero essere i servizi di navigazione, di controllo del traffico e di antifurto. In questo panorama così vasto di opportunità, gli operatori cominciano a considerare seriamente l’ipotesi di specializzarsi in ruoli diversi, quali, per esempio, il fornitore di servizi e contenuti, e contemporaneamente, altre aziende tradizionalmente estranee al settore radiomobile cercano spazio in questo ambito. Questi soggetti, di fronte ad un sostanziale mercato di massa da conquistare in regime di concorrenza, non possono trascurare tra i loro principali obiettivi, quello di offrire all’utenza una rete sempre più efficiente, frutto di una continua attività di monitoraggio e verifica.
Proprio su questo aspetto ho concentrato il lavoro svolto per questa tesi. Ho potuto, nel mio stesso ambito di lavoro, presso la Tim Italia, seguire specificatamente il processo di ottimizzazione della rete UMTS, che sostanzialmente prevede di verificare la qualità della copertura effettiva di una determinata porzione di territorio (CLUSTER), ed intervenire laddove essa risulti insufficiente, individuandone le cause. Per spiegare più nel dettaglio l’attività di ottimizzazione sinteticamente descritta ho ritenuto opportuno evidenziare inizialmente, gli aspetti più importanti che caratterizzano una rete UMTS, ponendo l’accento sull’architettura della rete. Successivamente ho illustrato l’ attività cardine dell’ottimizzazione e cioè l’”initial tuning”, dando spazio anche agli aspetti pratici dell’attività e quindi a tutte le apparecchiature hardware e software utilizzate durante l’esecuzione dei cosiddetti drive test.
Ho infine messo in evidenza i risultati ottenuti, descrivendo quali variazioni vengono adottate o suggerite, nei vari casi cosiddetti “critici” e come si può verificare la correttezza delle modifiche effettuate “in campo” tramite la ripetizione degli stessi test e misurazioni sulle stesse zone oggetto dell’attività di ottimizzazione.

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OTTIMIZZAZIONE DI UNA RETE DI TERZA GENERAZIONE Laureando Relatore Alessandro Morbidelli Prof. Nicola Blefari Melazzi Correlatore Ing. Mario Nespoli Anno Accademico 2004-2005

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Parole chiave

rete mobile
terza generazione
umts

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