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Il Parco dell'Alta Murgia come fattore di sviluppo locale dell'area

L’analisi dell’area oggetto di studio ha rivelato luci ed ombre: se da un lato la sua posizione geografica appare strategica sia rispetto alla montagna che al mare, data la lontananza dai territori maggiormente congestionati in termini di insediamenti civili e produttivi è pur vero che circa il 40% del territorio è considerato istituzionalmente come zona interna svantaggiata, presentando caratteri di marginalità riconducibili sia a fattori ambientali che economici ed infrastrutturali. A questo proposito, si è potuto constatare che la bassa efficienza e competitività dell’attività agricola ivi presente dipende da una pluralità di fattori, tra cui l’eccessivo frazionamento aziendale, l’elevata età media degli operatori agricoli, l’assenza di successori connessa con il cronico abbandono delle campagne da parte delle generazioni più giovani, un livello tecnologico e una preparazione professionale non sempre all’altezza delle esigenze del mercato. Se a ciò si aggiunge la pratica di una monocoltura in monosuccessione cerealicola, si ha una quadro pressoché completo della marginalità del territorio in esame. Tuttavia, soffermandosi ad osservare in maniera più approfondita le risorse endogene dell’area, ci si rende conto che essa costituisce un territorio ricco di risorse che possono dar luogo ad attività di altissimo valore, quali quelle connesse al settore agro-alimentare.

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6 INTRODUZIONE L’idea di una tesi sul ruolo del Parco dell’Alta Murgia come fattore di sviluppo locale è nata dalla volontà di comprendere se l’istituzione di un Parco possa effettivamente costituire un fattore di sviluppo territoriale e, quindi, di creazione di valore aggiunto. L’analisi dell’area oggetto di studio ha rivelato luci ed ombre: se da un lato la sua posizione geografica appare strategica sia rispetto alla montagna che al mare, data la lontananza dai territori maggiormente congestionati in termini di insediamenti civili e produttivi è pur vero che circa il 40% del territorio è considerato istituzionalmente come zona interna svantaggiata, presentando caratteri di marginalità riconducibili sia a fattori ambientali che economici ed infrastrutturali. A questo proposito, si è potuto constatare che la bassa efficienza e competitività dell’attività agricola ivi presente dipende da una pluralità di fattori, tra cui l’eccessivo frazionamento aziendale, l’elevata età media degli operatori agricoli, l’assenza di successori connessa con il cronico abbandono delle campagne da parte delle generazioni più giovani, un livello tecnologico e una preparazione professionale non sempre all’altezza delle esigenze del mercato. Se a ciò si aggiunge la pratica di una monocoltura in monosuccessione cerealicola, si ha una quadro pressoché completo della marginalità del territorio in esame. Tuttavia, soffermandosi ad osservare in maniera più approfondita le risorse endogene dell’area, ci si rende conto che essa costituisce un territorio ricco di risorse che possono dar luogo ad attività di altissimo valore, quali quelle connesse al settore agro-alimentare. Basti pensare, infatti, ai numerosi prodotti che hanno ottenuto marchi di qualità riconosciuti dall’UE, come il pane DOP di Altamura, il vino Gravina DOC, l’olio extravergine Terra di Bari, il Canestrato Pugliese DOP, e molti altri prodotti in attesa della certificazione. A ciò bisogna aggiungere un

Laurea liv.I

Facoltà: Agraria

Autore: Fabrizio Loglisci Contatta »

Composta da 186 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1467 click dal 15/06/2006.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.