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Dinamiche e gestione del debito pubblico in Italia dal 1990 ad oggi

Informazioni tesi

  Autore: Davide Mancini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Economia
  Relatore: Gustavo Piga
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 84


L’obiettivo di questo lavoro è descrivere l’andamento del debito pubblico italiano, dal 1990 ad oggi, in relazione alle nuove dinamiche sorte con l’entrata dell’Italia nell’Unione Monetaria Europea (UME) nel 1999.
Le motivazioni che ci hanno spinto ad affrontare queste tematiche si rifanno ad un esigente bisogno di chiarezza sulla dinamica del debito pubblico italiano e come la sua tendenza sia variata, e stia variando, in corrispondenza dei cambiamenti istituzionali verificatesi negli ultimi 15 anni. Partendo da un’analisi storica e affrontando le tematiche inerenti l’adozione della moneta unica ci siamo soffermati sulle problematiche, i vincoli e le nuove prospettive che l’entrata nell’UME ha comportato e comporta tuttora per il Tesoro italiano. Viene analizzato l’andamento dei grandi aggregati macroeconomici della finanza pubblica italiana dal 1990 ad oggi.
La parte centrale del lavoro è costituita dall’analisi della gestione del debito come elemento cruciale per una sua riduzione; osservando i dati ci si accorge di come questa gestione sia, negli ultimi anni, migliorata, contribuendo alla riduzione della spesa per interessi. L’alto livello del debito pubblico italiano deriva quindi, soprattutto da un’inadeguata gestione del saldo primario che, negli ultimi anni, si è progressivamente eroso, annullando ciò che di buono è stato fatto per quanto riguarda la gestione del debito.
Le conclusioni del nostro lavoro ci portano ad affermare che, negli ultimi 15 anni, la spesa per interessi è progressivamente diminuita beneficiando di un’efficace gestione del debito e della diminuzione dei tassi di interesse internazionali.
Lo stesso non si può dire per quanto riguarda l’avanzo primario, che, a partire dal 2000, è costantemente diminuito.
Il rapporto debito/PIL dopo aver fatto registrare una progressiva diminuzione si è mantenuto (sempre dal 2000) sostanzialmente stabile.
Nel 2005 però, dopo 12 anni, il debito è tornato a crescere. Questo non ci fa ben sperare per il futuro. È quindi, principalmente sul saldo primario che i policy makers italiani dovranno lavorare per frenare la dinamica del debito.

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7 CAPITOLO 1 IL QUADRO DI PARTENZA: LO SCENARIO MACROECONOMICO E L’ANDAMENTO DELLA FINANZA PUBBLICA 1.1 La storia: il debito pubblico italiano fino al 1990 Nel 2004 il debito pubblico italiano si attesta al 105,8 % del Prodotto Interno Lordo (PIL). Le previsioni per il 2005 ci dicono che il rapporto si colloca intorno al 108 %. Confrontando il debito italiano con quello degli altri paesi dell’Unione Monetaria Europea (UME) ci accorgiamo che il suo valore è tra più alti in assoluto. Anche Belgio e Grecia presentano un rapporto debito/PIL superiore al 100%, ma la maggior parte dei paesi europei presenta valori molto più contenuti. Estendendo il confronto alle più grandi potenze economiche internazionali come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e il Giappone notiamo che solo quest’ultimo presenta una forte esposizione debitoria 1 . Guardando alla storia d’Italia, si osservarono dei periodi in cui il debito pubblico assunse valori particolarmente elevati, sia in assoluto, sia in rapporto al PIL. Nel periodo post-unitario, tra il 1875 e il 1897, il rapporto debito/PIL fu sempre superiore al 100%; livelli elevati furono toccati anche tra il 1927 e il 1942 e dalla fine degli anni ’80 in poi. In tutte e due i casi, a un debito ereditato dal passato e dalla guerra si 1 Il rapporto debito/PIL giapponese si colloca ben al di sopra del 100%.

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