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L'ipertesto: un nuovo ''spazio della scrittura''?

Il mio lavoro è un'analisi di come sia cambiato lo "spazio della scrittura" definito da Bolter soprattutto nell'ambito delle nuove tecnologie e dell'ipertesto. Oltre alla parte storica c'è un'analisi dei tre spazi dell'ipertesto definiti da Bettetini, quindi una parte pratica di analisi di un sito.

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2 Introduzione La comunicazione è un’esigenza dell’uomo le cui potenzialità sono legate alle innovazioni tecnologiche. In questo secolo, prima con la radio, poi con la televisione, si sono imposti media che hanno promosso un nuovo tipo di oralità, detta “secondaria” perché mediata dalla tecnologia. Negli anni Ottanta, in particolare, si è imposto un nuovo media: il computer, che sembra attuare una mediazione tra questi due tipi di cultura e di conoscenza. Da sempre, infatti, l’uomo ha tentato di raccogliere informazioni e di organizzarle in spazi prima mentali, poi fisici e tangibili quali la tavoletta d’argilla o il papiro. Ben presto tale spazio si è evoluto e dai rozzi manoscritti medievali ha raggiunto la forma di libro sino a quasi scomparire nello spazio virtuale dello schermo di un computer. La nascita dell’ipertesto in fondo altro non è che un nuovo modo di organizzare le informazioni nato da un’esigenza antica e da una tecnologia innovativa, che ha permesso la realizzazione pratica di questo nuovo supporto solo negli anni Novanta, nonostante vari tentativi da parte di molti studiosi. L'idea di base dell'ipertesto è di consentire al lettore un libero collegamento fra le informazioni poste in punti diversi dello stesso documento e di permettere una consultazione personalizzata, lasciandosi guidare soltanto dalla logica del pensiero. Il mio lavoro vuole essere un tentativo di mettere in evidenza le potenzialità di questa tecnologia senza dimenticare che ha molto in comune con il testo stampato. Nel primo capitolo ho cercato di approfondire gli aspetti storici di questo nuovo mezzo. I primi due paragrafi sono dedicati alle fasi salienti che hanno determinato l’evoluzione del cosiddetto “spazio della scrittura” (vedi 1.1) e ai tentativi di alcuni studiosi di realizzare praticamente tale spazio (vedi 1.2). L’ultimo paragrafo è un tentativo di definire l’ipertesto a partire dall’elemento di cui è composto ovvero il testo. Nel secondo capitolo ho cercato di tracciare un quadro generale analizzando i principali aspetti dell’ipertesto quali lo spazio logico e visibile (vedi 2.1), gli

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Annamaria Bosco Contatta »

Composta da 57 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2398 click dal 05/01/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.