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Le leggi razziali nell'Italia fascista

''Nè ferro nè piombo nè fuoco
possono salvare
la libertà, ma la parola soltanto.
Questa il tiranno spegne per prima.
Ma il silenzio dei morti
rimbomba nel cuore dei vivi''.
(Angelo Fortunato Formiggini)


Sicuramente una delle pagine più tristi ed infamanti della storia del diritto italiano contemporaneo è rappresentata dalla legislazione antisemita del periodo fascista. La mia tesi si propone di analizzare in modo assolutamente organico ed analitico la base materiale dell’antisemitismo italiano, attraverso i provvedimenti legislativi (leggi, regi decreti, regi decreti-legge, decreti ministeriali, decreti legislativi del Duce) ed amministrativi (circolari e ordini di polizia) emanati tra il 1938 ed il 1945 dal regime fascista di Mussolini. Il progressivo affermarsi del nazismo in Germania, la campagna di stampa antisemita, le “tristemente” note leggi di Norimberga, le contrastanti prese di posizione del Duce, lo “sconcio” Manifesto degli scienziati razzisti e le prime deportazioni di ebrei italiani (in 5.916 persero la vita nei campi di concentramento!), si succedono ed accompagnano l’analisi più prettamente “tecnica” delle disposizioni razziali italiane. A distanza di oltre sessant’anni non possiamo e non dobbiamo dimenticare chi ha patito l’oltraggio e la vergogna di una disposizione assurda e vergognosa: «Questa – ha amaramente scritto Calamandrei – è stata la pena più torturante: pensare che le nazioni civili di tutto il mondo, tra le quali la nazione italiana sa di avere il suo posto, abbiano potuto credere davvero che l’Italia, l’Italia del diritto romano e dei glossatori, l’Italia di San Francesco e di Dante, l’Italia del Rinascimento, l’Italia del Vico, dell’Alfieri, del Foscolo e del Carducci avesse potuto rinnegare all’improvviso, per decreto di un dittatore, queste grandi idee di giustizia e di libertà civile, questa tradizione di umanità e di pietà che è la nota più costante e più profonda del nostro carattere; che l’Italia del Beccaria fosse potuta diventare un paese di carnefici e di torturatori, l’Italia del Mazzini un paese di nazionalisti oppressori dell’altrui libertà, l’Italia del Manzoni un paese di sconci razzisti».

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2 CAPITOLO I LE ORIGINI DELL ANTISEMITISMO IN ITALIA 1.1. Introduzione Sicuramente una delle pagine piø tristi e infamanti della storia del diritto italiano contemporaneo Ł rappresentata dalla legislazione antisemita del periodo fascista. Per meglio comprendere chi fossero in realt questi «ebrei», cos temuti e cos disprezzati, occorre preliminarmente soffermarsi sul loro contributo nell Italia preunitaria e fascista, per poi indagare le origini dell antisemitismo italiano.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Luca Siciliano Contatta »

Composta da 217 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 32256 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.