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Georg Simmel: la moda e le emozioni

Informazioni tesi

  Autore: Simona Serino
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Paolo De Nardis
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 206

Se la natura delle emozioni e quella della moda hanno da sempre suscitato interesse, e non solo nel mondo sociologico, altrettanto non si può dire sul loro rapporto: questa tesi cerca di dimostrare che non solo esiste un rapporto diretto tra queste due realtà, ma che si tratta principalmente di un rapporto causale.
La domanda da cui sono partita per affrontare il problema, è stata come mai, nonostante la chiarezza espositiva e la ricchezza concettuale simmeliana in merito alle emozioni e alla moda, e agli evidenti spunti per una loro connessione, la ricerca non si è addentrata in maniera sistematica in questo campo? E per la necessità di rispondere ho cercato di ordinare le idee in merito.
Le emozioni sono state sempre troppo frettolosamente catalogate come qualcosa di personale, di individuale, di introspettivo e, per questo, argomento di difficile trattazione per uno studio scientificamente inteso. L’intento di chi scrive è dunque diretto a dimostrare il contrario, e cioè che le emozioni, se è vero che nascono dentro di noi, è però nella società che hanno i più significativi riscontri. E non solo, quello che si cercherà di dimostrare, è che le emozioni non sono semplicemente variabili dipendenti nei meccanismi sociali, ma piuttosto possono essere considerate come variabili indipendenti e scatenanti di determinate azioni collettive.
Il presente lavoro risulta essere una ricerca teorica suddivisa in quattro sezioni, ognuna delle quali caratterizzata da una precisa autonomia concettuale, ma collegata all’altra da un importante elemento comune: il pensiero di Georg Simmel.
La particolare natura delle emozioni ha stimolato diverse riflessioni, e con un excursus che parte da Darwin si giunge fino ai giorni nostri, approdando al porto della Sociologia delle emozioni; il sociologo più significativo in questo senso è stato Georg Simmel. Dopo un’attenta analisi del pensiero simmeliano in merito alle emozioni, comincia a prendere corpo l’idea del rapporto moda- emozioni inserito in un contesto non trascurabile, quale quello della modernità e della post modernità. Nel trattare il fenomeno moda, si è ritenuto opportuno, così come per le emozioni, citare le teorie più incisive che sono state sviluppate. Riprendendo in special modo le considerazioni di Ugo Volli, la tesi si addentra nel campo della semiotica e della comunicazione non verbale, sposando la teoria della moda come metacomunicazione di secondo livello, fino a trattare il significato psico- emotivo dei colori. L’ultimo capitolo è dedicato al rapporto causale tra quelle singole emozioni che determinano il nascere della moda, quali l’invidia, caratterizzata dalle stesse due pulsioni della moda, e cioè imitazione- differenziazione, l’erotismo e la seduzione, la paura, e una riflessione sulle emozioni della gioia e del dolore che, avendo una natura più circostanziale delle altre, non possono considerarsi completamente propulsive per la nascita di una moda. La tesi si conclude con delle riflessioni e delle domande in merito all’attuale appropriazione sessuale della rappresentatività delle emozioni, soffermandosi principalmente sul caso della moda maschile moderna, molto più attenta alla sensibilità emotiva dell’uomo.

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1 INTRODUZIONE Se la natura delle emozioni e quella della moda hanno da sempre suscitato interesse, e non solo nel mondo sociologico, altrettanto non si può dire sul loro rapporto: questa tesi cerca di dimostrare che non solo esiste un rapporto diretto tra queste due realtà, ma che si tratta principalmente di un rapporto causale. La domanda da cui sono partita per affrontare il problema, è stata come mai, nonostante la chiarezza espositiva e la ricchezza concettuale simmeliana in merito alle emozioni e alla moda, e agli evidenti spunti per una loro connessione, la ricerca non si è addentrata in maniera sistematica in questo campo? E per la necessità di rispondere ho cercato di ordinare le idee in merito. Le emozioni sono state sempre troppo frettolosamente catalogate come qualcosa di personale, di individuale, di introspettivo e, per questo, argomento di difficile trattazione per uno studio scientificamente inteso. L’intento di chi scrive è dunque diretto a dimostrare il contrario, e cioè che le emozioni, se è vero che nascono dentro di noi, è però nella società che hanno i più significativi riscontri. E non solo, quello che si cercherà di dimostrare, è che le emozioni non sono semplicemente variabili dipendenti nei meccanismi sociali, ma piuttosto possono essere considerate come variabili indipendenti e scatenanti di determinate azioni collettive.

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