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Costruire testi in rete - Comunicazione mediata dal computer in modalità asincrona - L'esempio dei newsgroup

Per risalire agli albori della CMC non ho dovuto ripercorrere più di vent’anni della nostra storia. Vent’anni in cui sono avvenute diverse e apparentemente indolori rivoluzioni volte a migliorare il rapporto mezzo-utente. Ho cercato di avvicinarmi a questi cambiamenti con gli occhi degli studiosi che hanno formulato le prime teorie psicosociologiche a riguardo, affrontando dicotomie ingegnere/psicosociologo, centralità dell’utente/centralità del mezzo informatico, ambiente esterno/ambiente interno al computer verso il cui superamento si sta procedendo senza la rapidità che ci si sarebbe potuti aspettare in una realtà che viaggia così veloce. In particolare, ho focalizzato l'attenzione sull’adattabilità del termine ‘conversazione’ ad alcuni generi di CMC. I newsgroup, ad esempio, hanno offerto un campo piuttosto interessante per considerazioni legate alle nuove prospettive conversazionali e alle possibili applicazioni concrete. Nascono nuovi studi in cui una posizione di primo piano è assegnata all’uso del linguaggio e alle nuove competenze richieste per un’efficace interazione, sia in relazione alla percezione dell’altro. All’incertezza sull’identità, propria e altrui, le persone reagiscono costruendo rappresentazioni caratterizzate dalla massima coerenza possibile. Uno degli aspetti più interessanti tra quelli emersi nel corso delle ricerche è che non sempre i tentativi di creare forme di interazione che siano le più simili possibili a quelle del mondo off line, risultano, di fatto le più funzionali agli scopi degli utenti.

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1 CAPITOLO PRIMO DALLA HUMAN COMPUTER INTERACTION ALLA COMPUTER-MEDIATED COMMUNICATION “...il sistema è un concetto fantasma. Come il fantasma esso ha la forma degli esseri materiali, ne è lo spettro; come il fantasma è immateriale. Mette insieme realismo e idealismo senza lasciarsi rinchiudere nell’uno o nell’altro. Infatti non riguarda né la “forma”, né il “contenuto”, né gli elementi concepiti in isolamento, né il tutto da solo, ma riguarda tutto ciò interrelato nella e per opera dell’organizzazione che li trasforma. Il sistema è un modello che pure si lascia modellare dalle qualità caratteristiche della fenomenicità.” (E. Morin) 1. La Psicologia Sociale e gli studi sull’Interazione Uomo-Computer L’evidente necessità di un approccio psico-sociale negli studi sull’interazione fra uomo e computer oggi non è più messa in discussione. In realtà, il ruolo sempre più importante che la Psicologia Sociale sta assumendo in questo ambito è legato a un momento di transizione “culturale”: il punto di vista, ora, non è più quello che considera l’artefatto informatico come protagonista assoluto dell’interazione, ma l’utilizzatore, il contesto dello scambio, in ultima analisi, “l’applicabilità globale” 1 del sistema. Si tratta di uno spostamento d’attenzione di fondamentale importanza, radicale e al tempo stesso inevitabile, connesso all’evoluzione della Human Computer Interaction, sia a livello di sviluppo tecnologico sia a livello di significato che gli elementi dell’interazione si 1 Mantovani G. (1995)

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Gloria Maria Belloni Contatta »

Composta da 211 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.