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I problemi della convergenza all'interno della teoria della crescita

Informazioni tesi

  Autore: Filippo Tocchio
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia delle Amministraz. Pub. e delle Istituz. Internaz.
  Relatore: Alberto Petrucci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 92

All’interno dello studio della crescita economica, la convergenza economica svolge un ruolo chiave nell’interpretare determinate tipologie di performance.
Risulta difficile riuscire a spiegare con assoluta precisione in cosa consista la convergenza economica; partendo dalla letteratura in proposito, significa interessarsi ad un soggetto complesso e dalle molteplici sfaccettature; senza dubbio però possiamo riconoscere un tema comune nel quale si afferma l’idea che la posizione relativa dei livelli di produzione pro capite, o alternativamente di produzione per lavoratore di un paese o di una regione all’inizio di un periodo considerato, ne condiziona le successive opportunità di crescita. In particolare sembrano emergere una serie di forze che spingono ad accelerare il tasso di crescita di paesi inizialmente arretrati nel processo di industrializzazione rispetto al tasso presente in quei paesi che si ritrovano in uno stadio più avanzato di tale processo, ottenendo come risultato finale l’emergere di una tendenza dei livelli generali di benessere delle differenti economie a eguagliarsi nel lungo periodo.
In pratica è un fenomeno che riscontriamo nei particolari casi in cui, preso un gruppo di paesi o regioni, considerati durante un determinato periodo, possiamo osservare l’avvicinamento degli stati più poveri ai livelli di quelli ricchi, in termini di prodotto
interno lordo pro capite, misura standard della ricchezza di un paese o regione, o di produttività.
Questo studio è diviso in 3 capitoli, i quali cercano di dare una visione più globale possibile del fenomeno, abbracciando gli aspetti più interessanti.
Il primo capitolo è dedicato allo studio dei cosiddetti “fatti stilizzati, ovvero le grandi tendenze di lungo periodo rilevabili nell’ economia mondiale.
Il capitolo andrà ad analizzare alcune delle più interessanti caratteristiche economiche che hanno caratterizzato l’ultimo secolo, come ad esempio il forte rallentamento di molte economie avvenuto negli anni 1980-2000, la volatilità dell’output fatta registrare prevalentemente dalle economie meno sviluppate (ma non solo), o ancora si indagherà se la crescita passata sia più o meno buona per tentare di prevedere la crescita futura.
L’obiettivo del capitolo è delineare un cammino generale per poi iniziare un’analisi più accurata dal punto di vista teorico ed empirico nei successivi capitoli.
Per quanto riguarda il secondo capitolo, l’obiettivo è quello di presentare i diversi contributi teorici che sono stati alla base della storia e dell’evoluzione del pensiero economico sull’argomento convergenza.
Partendo dalle prime opere elaborate da Veblen, 1915, e Gerschenkron, 1952,
sui vantaggi dell’arretratezza relativa, giungeremo poi alle importanti tesi di Baumol e Abramovitz sul catching up tecnologico.
Inoltre il modello neoclassico della crescita di Solow e Swan sarà studiato sia per la sua importanza sia come generatore di convergenza assoluta e condizionale.
Poi il capitolo esaminerà la teoria della crescita endogena, che critica alcuni aspetti della teoria neoclassica e giunge a conclusioni in parti discordanti sia riguardo la crescita di lungo periodo sia riguardo la convergenza..
La conclusione del capitolo riguarderà le implicazioni di politica economica rintracciabili nei modelli presentati.
Il terzo capitolo darà prova di evidenze empiriche sulla convergenza, mostrando alcuni significativi studi. Attraverso l’analisi di Baumol, Barro e Sala-i-Martin e De la Fuente proveremo a illustrare alcune rilevanze empiriche e quindi capiremo se è possibile o meno parlare di convergenza. In conclusione l’analisi di Quah spiegherà come sia difficile parlare di convergenza a livello globale, e come sia invece possibile parlare di “club di convergenza”, che muove dal concetto di convergenza condizionale che verrà esaminato all’interno del modello neoclassico.

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4 Introduzione All’interno dello studio della crescita economica, la convergenza economica svolge un ruolo chiave nell’interpretare determinate tipologie di performance. Risulta difficile riuscire a spiegare con assoluta precisione in cosa consista la convergenza economica; partendo dalla letteratura in proposito, significa interessarsi ad un soggetto complesso e dalle molteplici sfaccettature; senza dubbio però possiamo riconoscere un tema comune nel quale si afferma l’idea che la posizione relativa dei livelli di produzione pro capite, o alternativamente di produzione per lavoratore di un paese o di una regione all’inizio di un periodo considerato, ne condiziona le successive opportunità di crescita. In particolare sembrano emergere una serie di forze che spingono ad accelerare il tasso di crescita di paesi inizialmente arretrati nel processo di industrializzazione rispetto al tasso presente in quei paesi che si ritrovano in uno stadio più avanzato di tale processo, ottenendo come risultato finale l’emergere di una tendenza dei livelli generali di benessere delle differenti economie a eguagliarsi nel lungo periodo. In pratica è un fenomeno che riscontriamo nei particolari casi in cui, preso un gruppo di paesi o regioni, considerati durante un determinato periodo, possiamo osservare l’avvicinamento degli stati più poveri ai livelli di quelli ricchi, in termini di prodotto interno lordo pro capite, misura standard della ricchezza di un paese o regione, o di produttività. Questo studio è diviso in 3 capitoli, i quali cercano di dare una visione più globale possibile del fenomeno, abbracciando gli aspetti più interessanti. Il primo capitolo è dedicato allo studio dei cosiddetti “fatti stilizzati, ovvero le grandi tendenze di lungo periodo rilevabili nell’ economia mondiale. Il capitolo andrà ad analizzare alcune delle più interessanti caratteristiche economiche che hanno caratterizzato l’ultimo secolo, come ad esempio il forte rallentamento di molte economie avvenuto negli anni 1980-2000, la volatilità dell’output fatta registrare prevalentemente dalle economie meno sviluppate (ma non solo), o ancora si indagherà se la crescita passata sia più o meno buona per tentare di prevedere la crescita futura. L’obiettivo del capitolo è delineare un cammino generale per poi iniziare un’analisi più accurata dal punto di vista teorico ed empirico nei successivi capitoli.

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