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Prospezioni geofisiche finalizzate all'acquisizione di informazioni archeologiche presso Veio - Geoelettrica e magnetometria

Il presente studio ha per obiettivo quello di verificare l'utilità dell'integrazione di più metodi di indagine della Geofisica Applicata nel caso delle prospezioni nei siti archeologici. Negli ultimi anni l’archeologia ha sempre più fatto ricorso alle indagini geofisiche che, sia grazie alle recenti tecnologie utilizzate per progettare e costruire le nuove generazioni di strumenti, che alle moderne tecniche di inversione legate alla maggior potenza e capacità dei nuovi computers, permettono di effettuare misure molto più precise accompagnate contemporaneamente da un maggior numero di dati in tempi contenuti, aggiungendo il vantaggio di essere relativamente economiche e non invasive.
L'approccio di impiegare nelle ricerche archeologiche, prima della fase di scavo, le prospezioni geofisiche è legato allo scopo di verificare l’esistenza delle testimonianze storiche localizzando con un grado di precisione sempre maggiore le strutture sepolte e stabilendo la loro correlazione spaziale.
Nel caso in studio, oggetto della presente tesi, si sono utilizzate due metodologie d’investigazione combinate: la magnetometria e la geoelettrica.
Le indagini sono state effettuate nell'area archeologica di Piazza d’Armi, sede dell'Antica Acropoli presso Veio (Roma), dove l'ITABC (CNR) da anni conduce indagini in collaborazione con la soprintendenza Archeologica per l'Etruria Meridionale.
Attraverso l’integrazione di questi due metodi è stato possibile individuare nell'Acropoli, attualmente ricoperta da materiale di matrice tufacea disgregata e da suoli humici, le tracce di antichi insediamenti urbani costituite da abitazioni di tufo risalenti al VI secolo avanti Cristo.

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5 INTRODUZIONE Il presente studio ha per obiettivo quello di verificare l'utilità dell'integrazione di più metodi di indagine della Geofisica Applicata nel caso delle prospezioni nei siti archeologici. Negli ultimi anni l’archeologia ha sempre più fatto ricorso alle indagini geofisiche che, sia grazie alle recenti tecnologie utilizzate per progettare e costruire le nuove generazioni di strumenti, che alle moderne tecniche di inversione legate alla maggior potenza e capacità dei nuovi computers, permettono di effettuare misure molto più precise accompagnate contemporaneamente da un maggior numero di dati in tempi contenuti, aggiungendo il vantaggio di essere relativamente economiche e non invasive. L'approccio di impiegare nelle ricerche archeologiche, prima della fase di scavo, le prospezioni geofisiche è legato allo scopo di verificare l’esistenza delle testimonianze storiche localizzando con un grado di precisione sempre maggiore le strutture sepolte e stabilendo la loro correlazione spaziale. Nel caso in studio, oggetto della presente tesi, si sono utilizzate due metodologie d’investigazione combinate: la magnetometria e la geoelettrica. Le indagini sono state effettuate nell'area archeologica di Piazza d’Armi, sede dell'Antica Acropoli presso Veio (Roma), dove l'ITABC (CNR) da anni conduce indagini in collaborazione con la soprintendenza Archeologica per l'Etruria Meridionale. Attraverso l’integrazione di questi due metodi è stato possibile individuare nell'Acropoli, attualmente ricoperta da materiale di matrice tufacea disgregata e da suoli humici, le tracce di antichi insediamenti urbani costituite da abitazioni di tufo risalenti al VI secolo avanti Cristo.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Nicola Di Filippo Contatta »

Composta da 93 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2724 click dal 19/07/2006.

 

Consultata integralmente 6 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.