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Il documento programmatico sulla sicurezza dei dati personali (DPS)

La presente trattazione affronta il delicato argomento della tutela della privacy sotto il particolare aspetto della sicurezza nel trattamento di dati personali. Infatti, il documento programmatico sulla sicurezza dei dati personali (DPS) assume oggi, per professionisti, privati, aziende e P.A. , un ruolo cardine in ordine alle misure minime di sicurezza da adottare obbligatoriamente al ricorrere di determinate condizioni, secondo quanto prescritto dal nuovo “codice della privacy” introdotto con il d. lgs. 196/03. La tesi si compone di cinque capitoli, partendo con un excursus storico che ripercorre le tappe evolutive dei primi riconoscimenti del diritto alla privacy negli USA e del dibattito dottrinario e giurisprudenziale in Italia. Successivamente, viene passata in rassegna la prima regolamentazione legislativa italiana di tale settore (L. 675/96), il quadro comunitario di riferimento e si analizza il nuovo T.U. del 2003 avendo riguardo anche all’Autorità garante per la protezione dei dati personali. Il terzo capitolo viene dedicato specificamente al tema della sicurezza nel trattamento di dati personali, fornendo precise indicazioni in merito alla cornice entro la quale collocare il DPS. Si passa, in seguito, all’analisi dettagliata dei contenuti e delle sezioni che compongono il DPS introducendo, a volte, argomentazioni di elevato spessore tecnico; vengono, inoltre, approfonditi i profili della responsabilità civile da illecito trattamento di dati personali e le sanzioni penali derivanti dall’omessa adozione del DPS. Un ultimo capitolo è dedicato ai profili comparatistici di tale materia, volgendo lo sguardo ad esperienze straniere che, talvolta, regolano il settore della privacy in modo molto eterogeneo rispetto al nostro paese.

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1.1 CENNI INTRODUTTIVI Il principio di un lavoro è, nella maggior parte dei casi, un compito estremamente complesso e, contemporaneamente, di fondamentale importanza, perché, come ogni buon ingegnere sa, le basi di un edificio sono quelle che poi dovranno reggere il peso di tutta la struttura. La metafora che ho appena utilizzato credo renda bene l’idea della difficoltà alla quale mi accingo nel cominciare la stesura di questa mia opera, a maggior ragione quando l’argomento che ho da introdurre rappresenta un aspetto ormai ineliminabile e altamente delicato della vita quotidiana di ognuno di noi come può essere, appunto, la privacy. Come di sovente accade da alcuni decenni a questa parte, siamo soliti importare da altre esperienze termini linguistici a noi estranei, che, però, tendono a facilitarci (spesso utilmente) il gravoso compito di esternare concetti altrimenti non esplicabili. Forse, e spero di non scadere in facili esagerazioni, siamo di fronte ad uno dei più vitali, per il nostro linguaggio corrente, trapianti terminologici operato sin ora. Per giustificare il mio inciso basta pensare per un attimo a quelle espressioni che normalmente vengono usate come sinonimo di privacy, vale a dire: riservatezza, riserbo, vita privata, segretezza, diritto all’identità personale ecc., tutte valide alternative per evitare inutili e sgradite ripetizioni. Ma può davvero il concetto di privacy, in un’ottica onnicomprensiva, identificarsi totalmente anche con uno solo dei termini che ho appena elencato? 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Giulio Pignataro Contatta »

Composta da 171 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.