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La nuova disciplina delle comunicazioni elettroniche

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Cardinale
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giovanni Tarli Barbieri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 304

La tesi mira ad esaminare le principali problematiche introdotte dal “Codice delle comunicazioni elettroniche” (D.lgs. 1 agosto 2003, n. 259) ed in particolare quelle connesse al recepimento delle direttive CE del 2002 (2002/21/CE, 2002/19/CE, 2002/20/CE, 2002/22/CE) in Italia. Si affronta la tematica relativa al non sempre facile rapporto tra regolazione e concorrenza (sintetizzabile nel rapporto disciplina ex ante/disciplina ex post), che costituisce il problema cardine nel settore considerato, alla luce delle costanti innovazioni tecnologiche a cui il sistema delle comunicazioni eletroniche va costantemente incontro. La Tesi tratta, inoltre, il problema legato ai diritti dei consumatori di questo tipo di servizi, soffermandosi in particolare sui nuovi servizi offerti sulle reti di comunicazione elettronica, dei rapporti tra Stato e Regioni circa la ripartizione delle competenze in materia di "ordinamento della comunicazione", anche alla luce della recente Giurisprudenza Costituzionale (in particolare sent. 336/2005), dei poteri che in questo campo hanno organismi nazionali (in Italia AGCOM) e comunitari (Commissione Europea). Un capitolo è interamente dedicato alle problematiche che il settore considerato incontra in relazione alla tutela della privacy (trattando in particolare del recepimento della direttiva 2002/58/CE nel "codice in materia di protezione dei dati personali"), sottolineando soprattutto i più innovativi sistemi di "disturbo" a cui gli utenti del servizio possono andare incontro. L'elaborato si conclude con alcune riflessioni circa l'importanza che in tale campo ricopre il diritto comunitario, evidenziando in particolare le problematiche connesse alla non perfetta conformità della disciplina nazionale rispetto alle prescrizioni dettate dal pacchetto di Direttive del 2002..

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287 CONCLUSIONI Il problema centrale e se vogliamo tipico, che si è proposto in relazione al settore delle comunicazioni elettroniche, è sempre stato quello di adattare ad una realtà tecnologicamente avanzata, particolarmente complessa e costosa sotto il profilo degli investimenti, una disciplina che risultasse adeguata alle esigenze di settore e che non subisse una rapida obsolescenza a causa della velocità con cui le sopra citate innovazioni si susseguono. In tal senso occorre riconoscere un ruolo primario al diritto comunitario che tramite una serie di direttive ha reso possibile una disciplina di principio che interessasse e coinvolgesse tutti gli Stati membri e che indicasse la strada da seguire verso una sempre maggiore liberalizzazione di questo tipo di mercati; proprio in questo senso il diritto comunitario, tramite una normativa a carattere sostanzialmente generale, ha reso possibile l’instaurazione di principi che non rischiano di diventare obsoleti a seguito delle future innovazioni che il settore, per sua natura, potrà incontrare. Questa evoluzione delle tecnologie, aprendo nuove prospettive di sviluppo e favorendo in modo naturale un maggior pluralismo, ha contribuito anch’essa a garantire l’evoluzione di questo settore. Proprio l’evoluzione tecnologica ci ha fornito lo strumento cardine per poter realizzare il passaggio da un sistema di monopolio delle telecomunicazioni, necessario per far fronte alla scarsezza economica e tecnologica che caratterizzava il settore nella sua fase iniziale, ad un sistema incentrato (o quanto meno tendente) al libero mercato, promosso principalmente a livello comunitario; livello, quello comunitario, che non ha mai nascosto la propria predilezione per la libera concorrenza intesa come chiave per realizzare tutta quella serie di libertà a carattere economico che la comunità stessa intende offrire 1 . In questo senso possiamo notare che la regolazione attuata al settore delle comunicazioni, si giustifica in relazione all’introduzione della concorrenza e alla correzione di eventuali disfunzioni del mercato, relative all’assetto monopolistico; pertanto la regolazione avrebbe dovuto avere carattere recessivo, andandosi progressivamente a restringere man mano che la necessità di intervenire 1 Quali la libera circolazione delle merci, la libera prestazione dei servizi, la libera circolazione di capitali, e tutte le libertà di carattere economico su cui l’UE incentra la propria politica.

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Parole chiave

accesso alle reti
agcom
autorità
autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni
ce
commissione europea
comunicazioni elettroniche
concorrenza
corecom
d. lgs. 259/2003
deregolamentazione
direttive 2002
liberalizzazione
ordinamento della comunicazione
posizione dominante
privacy
regolazione
servizio universale
telecomunicazioni
telefonia

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