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Una piazza, un mercato, un progetto. Simulazioni per piazza Aldrovandi in Bologna.

L'argomento di questa tesi è scaturito da un incontro svoltosi presso il Laboratorio di Tecniche di Rappresentazione e Visualizzazione del Dipartimento di Architettura e Pianificazione Territoriale, tra il prof. Giorgio Praderio, il prof. Roberto Mingucci responsabile del laboratorio, il tecnico sig. Giovanni Bacci e il Soprintendente ai Beni Ambientali ed Architettonici di Bologna, dott. arch. Elio Garzillo. Questi ha posto, nell'occasione, il tema della riqualificazione di piazza Aldrovandi.

Da tempo si venivano accumulando varie proposte per la piazza, il cui confronto appariva problematico.
A questo scopo, è nata l'idea di realizzare una procedura di simulazione visivo-percettiva del contesto piazza e delle varie ipotesi di riferimento del mercato, dalle quali trarre le dovute conseguenze d'impatto ambientale quindi, avanzare una propria proposta progettuale.

Le simulazioni svolte sono relative al progetto redatto dalla "Tecnicoop", per conto del Comune di Bologna e della "So.Ce.Co." e anche all'ultimo, sempre della "Tecnicoop" con la collaborazione del dott. arch. Roberto Scannavini del Comune di Bologna.
L'ipotesi progettuale di tesi, elaborata nel corso di quest'anno con la supervisione del prof. Giorgio Praderio e del prof. Roberto Mingucci, è stata vagliata con l'intendimento di mitigare l'impatto visuale del mercato sul portico e in generale il controllo degli effetti che il nuovo mercato porterà nell'ambiente storico e sull'immagine consolidata del luogo.

La tesi è disponibile solamente in formato HTML.

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L' odierno spazio denominato piazza Aldrovandi, di forma oblunga e lievemente arcuata da sud-est, cioè da Strada Maggiore, a nord- ovest, via S.Vitale, si assesta fra il due e il trecento come area libera creata dalla copertura delle fosse della penultima cerchia urbana. Il fenomeno è analogo a quello della formazione di piazza Malpighi, anch'essa aperta a margine delle mura del XII secolo, pure in posizione adiacente alla via Emilia, ma rivolta a sud; due spazi, due vere e proprie cesure nel tessuto urbano, testimoni entrambe del limite della città medievale ed entrambe caratterizzate dalla limitrofa presenza di importanti insediamenti di "ordini mendicanti", i Serviti ed i Francescani (i primi verso il 1260, i secondi fra il 1236 e il 1263). E ancora accomuna le piazze Aldrovandi e Malpigni la stessa terminologia topografica, ovvero il nome di "salegata" o "saliciata" o "seliciata" (in bolognese "salghè") che riconduce all'opera di selciatura seguita al livellamento delle fosse: furono dette "Seliciata di Strada Maggiore" e "Seliciata di S.Francesco".

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Vincenzo Lucci Contatta »

 

Questa tesi ha raggiunto 4168 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.