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Dall'analisi delle opportunità di sostegno comunitario alle strategie di gestione e valorizzazione di prodotti e sottoprodotti dell'industria olearia: il caso dell'olivicoltura canavesana.

In Piemonte negli ultimi anni si sta assistendo al fiorire di numerosi impianti di olivo. Il fenomeno, all'apparenza circoscritto interessa in realtà oltre 40 ha. Le olive venivano inviate in Liguria per la frangitura, ora verrà acquistato un frantoio che consentirà la valorizzazione qualitativa dell'olio. Mentre la prima parte della tesi è un'analisi delle opportunità di finanziamento comunitario derivanti dal PSR della Regione Piemonte e dall'OCM, la seconda parte, proprio in vista della prossima installazione del frantoio sul territorio si occupa di analizzare e definire i sottoprodotti dell'industria (sanse e reflui) e definire,anche mediante un calcolo di convenienza economica, le strategie migliori da applicare sul territorio canavesano.

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7 PREMESSA. La produzione e il consumo di olio extravergine d’oliva si concentrano, per tradizione, nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, anche se negli ultimi anni si stanno affacciando sul mercato anche nuovi Paesi. Per quel che riguarda il consumo, infatti, grazie alla politiche di promozione messe in atto dal Consiglio oleicolo internazionale (COI), è andato diffondendosi anche nei paesi non tradizionalmente consumatori. Alla diffusione della nuova coltura alimentare hanno contribuito, oltre al processo di rivalutazione della dieta mediterranea, anche il lancio delle campagne promozionali da parte dell’UE e l’incremento dei redditi pro-capite. La produzione, seppur caratterizzata dalla cosiddetta “ciclicità biennale”, con anni di “carica” che si alternano ad anni di “scarica”, in cui la produzione si riduce, talvolta in misura drastica rispetto a quella dell’anno precedente, fa registrare dati in continua crescita. Nuovi Paesi aderenti all’UE e nuove aree in Paesi già membri UE ma convenzionalmente non comprese tra quelle vocate all’olivo, infatti, stanno dando vita a nuovi impianti andando così ad incrementare i quantitativi prodotti totali. Ad esempio, in Piemonte, ed in particolare nel Canavese, ma anche nel Monferrato, si sta assistendo, al fiorire di numerosi impianti di olivo sia per interessi paesaggistico-culturali, sia per ricerca di innovazione e/o di riconversione aziendale, motivazioni, comunque, sempre supportate da una grande passione per tale coltura 1 . Il presente studio, vuole quindi, partendo da un’analisi del settore, individuare innanzitutto le possibilità di sostegno comunitario sfruttabili per supportare questo settore, per ora nascente ma con concrete prospettive di sviluppo futuro. 1 Varese E., Peira G., Percivale F., La rinascita dell’olivicoltura in Piemonte, cit..

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Rosa Gai Contatta »

Composta da 245 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.