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Il partenariato pubblico privato e l'introduzione del dialogo competitivo in Italia

Informazioni tesi

  Autore: Daniele Curcuruto
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Renzo Baccolini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 142

A seguito della prassi da alcuni anni crescente, nell’utilizzo di nuove forme di collaborazione tra amministrazione pubblica e settore privato, specie in settori caratterizzati da un certo livello di complessità tecnica, come appare essere quello dei lavori pubblici, nell’Unione Europea (UE) e di conseguenza in Italia, si sta assistendo ad una progressiva crescita nell’impiego di Partnership tra pubblico e privato (PPP), proprio nel suindicato ambito. Ciò non è passato inosservato alle istituzioni, specie comunitarie, le quali già da alcuni anni hanno manifestato interesse verso il fenomeno, fino all’emissione di un Libro Verde sul PPP , e ancora più importante, di una direttiva, la 2004/18/CE (d’ora in poi, la direttiva) la quale introduce nuovi strumenti idonei a rendere più efficienti il quadro normativo europeo dei lavori pubblici, uno dei quali, il dialogo competitivo sta destando forte interesse ed alimentando un certo dibattito, finalizzato a studiarne l’applicazione, perché consente all’amministrazione pubblica di convocare anteriormente alla fase di gara (d’appalto o finalizzata alla realizzazione di relazioni di PPP, come più avanti si vedrà), gli operatori di mercato al fine di ottenere le informazioni necessarie per poter porre in essere complessi appalti od operazioni di PPP.
Stante quindi l’interesse crescente in questo ambito, appare interessante analizzare come queste nuove modalità di intervento possano essere adoperate, ed eventualmente adattate nell’UE, e specificamente nella realtà italiana, al fine di superare il cronico deficit infrastrutturale che caratterizza il nostro Paese, con particolare riferimento al dialogo competitivo, di cui la direttiva accenna una procedura per così dire standard, all’art. 29, e come possa integrarsi nella prassi vigente in Italia.
Come obiettivo appare importante analizzare le nuove procedure ad oggetto, PPP e dialogo competitivo, al fine di poter dimostrarne l’applicabilità nella situazione italiana (oltre che comunitaria), manifestandone i relativi benefici; per far ciò ci si serve, stante l’assenza di precisi riferimenti (normativi, o meramente applicativi), delle prassi vigenti nei paesi in cui già sussistono questi istituti, e che tipicamente, sono riconducibili a tradizioni giuridiche di common law.

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3 INTRODUZIONE A seguito della prassi da alcuni anni crescente, nell’utilizzo di nuove forme di collaborazione tra amministrazione pubblica e settore privato, specie in settori caratterizzati da un certo livello di complessità tecnica, come appare essere quello dei lavori pubblici, nell’Unione Europea (UE) e di conseguenza in Italia, si sta assistendo ad una progressiva crescita nell’impiego di Partnership tra pubblico e privato (PPP), proprio nel suindicato ambito. Ciò non è passato inosservato alle istituzioni, specie comunitarie, le quali già da alcuni anni hanno manifestato interesse verso il fenomeno, fino all’emissione di un Libro Verde sul PPP 1 , e ancora più importante, di una direttiva, la 2004/18/CE (d’ora in poi, la direttiva) la quale introduce nuovi strumenti idonei a rendere più efficienti il quadro normativo europeo dei lavori pubblici, uno dei quali, il dialogo competitivo sta destando forte interesse ed alimentando un certo dibattito, finalizzato a studiarne l’applicazione, perché consente all’amministrazione pubblica di convocare anteriormente alla fase di gara (d’appalto o finalizzata alla realizzazione di relazioni di PPP, come più avanti si vedrà), gli operatori di mercato al fine di ottenere le informazioni necessarie per poter porre in essere complessi appalti od operazioni di PPP. Stante quindi l’interesse crescente in questo ambito, appare interessante analizzare come queste nuove modalità di intervento possano essere adoperate, ed eventualmente adattate nell’UE, e specificamente nella realtà italiana, al fine di superare il cronico deficit infrastrutturale che caratterizza il nostro Paese, con particolare riferimento al dialogo competitivo, di cui la direttiva accenna una procedura per così dire standard, all’art. 29, e come possa integrarsi nella prassi vigente in Italia. 1 Commissione delle Comunità Europee, “Libro Verde relativo ai Partenariati Pubblico-Privati e al diritto comunitario degli appalti pubblici e delle concessioni”, Bruxelles, 3 Aprile 2004.

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Parole chiave

code of virginia
competitive negotiation
dialogo competitivo
direttiva 2004/18/ce
diritto comunitario
diritto dell'economia
finanza di progetto
finanza strutturata
grandi opere
infrastrutture
l. 166/2002
lavori pubblici
legge merloni 109/94
legge obiettivo
libro verde sui ppp
partenariato pubblico-privato
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