Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Terapia radiometabolica delle metastasi ossee in medicina nucleare con Samario-153: aspetti operativi

Il dolore è un grave problema medico con sviluppi etici, sociali ed economici importanti: è responsabile delle sofferenze del paziente, di disagi notevoli per i familiari, con “dilemmi” della gestione per gli operatori sanitari e con costi elevati.
Nelle fasi avanzate della malattia neoplastica, il dolore è presente nella maggior parte dei casi; la causa più comune è dovuta alle localizzazioni ossee secondarie.
In medicina nucleare, si affronta la terapia del dolore da metastasi ossee, mediante la somministrazione, per via sistemica, di radiofarmaci beta-emittenti, dotati d’elevata affinità per il tessuto metastatico neoformato.
Nella terapia radiometabolica, con farmaci osteotropi beta-emittenti (Stronzio-89, Renio-186, Samario-153), il radiofarmaco convergere selettivamente e a dosi terapeutiche di radioattività nell’osso interessato dalle lesioni metastatiche, ottenendo un effetto analgesico.
Sono altresì possibili transitori effetti collaterali, di tipo ematologico, facilmente dominabili e di scarso rilievo.
In questo lavoro viene messo in evidenza come l’uso di tali farmaci ed in particolar modo l’uso del Samario-153 nella nostra Azienda (Azienda Ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna) ci impegna a tener conto di tutti gli aspetti operativi che conseguono alla pratica di tale radiofarmaco.

Mostra/Nascondi contenuto.
Capitolo 1 Fisiologia del metabolismo osseo 6 Capitolo 1 Fisiologia del metabolismo osseo 1.1 L’osso Il tessuto osseo costituisce il bersaglio biologico di numerose sostanze ed è responsabile del mantenimento della fisiologica omeostasi minerale mediante il processo di “rimodellamento” (1,2,3,4). Tale processo è la risultante della continua ed asincrona attività metabolica attraverso la quale il tessuto osseo va incontro ad un suo completo rinnovamento; esso si articola in una fase di riassorbimento ed in una di neoformazione (accoppiamento: bone coupling), che si svolgono in successione armonica e coordinata, ad opera rispettivamente di osteoclasti ed osteoblasti (1,3). I notevoli progressi, conseguiti recentemente nella conoscenza del microambiente osseo, hanno consentito di dimostrare come le cellule dell’osso siano bersaglio, non solo di ormoni, ma anche di fattori di crescita, citochine e prostaglandine. Il metabolismo osseo è quindi estremamente complesso ed è la risultante di una regolazione che si svolge a livello endocrino, autocrino e paracrino. Fattori di crescita e citochine, potenti induttori del riassorbimento osseo, sono l’interleuchina- 1a (IL1a), l’interleuchina-1b (IL1b), il tumor necrosis factor-a (TNFa), l’interleuchina-6 (IL6), l’interleuchina-8 (IL8), l’interleuchina-11 (IL11), il platelet-derived growth factor (PDGF), l’endothelial growth factor (EGF). Fattori stimolanti l’attività osteoblastica sono l’insulin growth factor-1 (IGF1), il b-fibroblast growth factor (bFGF), le bone morphogenetic proteins (BMPs ), endothelin-1 (ET1) (1,2). Ruolo centrale, di questo complesso meccanismo, è rivestito proprio dagli osteoblasti, sulla cui membrana sono espressi i recettori per ormoni e fattori di crescita. Essi non sono solo deputati al processo di osteosintesi, ma gli esperimenti in vitro hanno dimostrato che giocano un ruolo essenziale anche nel riassorbimento osseo, regolando l’attività osteoclastica, principalmente attraverso la secrezione dei cosiddetti “Osteoblast derived stimulating factors”.

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Alberto Panese Contatta »

Composta da 103 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 9597 click dal 28/08/2006.

 

Consultata integralmente 6 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.