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Autobiografia, alterità e sacralità in L'Afrique fantome di Michel Leiris

Analisi delle principali chiavi di lettura applicabili ad un'opera ritenuta per lungo tempo indefinibile e inqualificabile:l'autobiografia, cioè la natura diaristica e intimistica dell'opera, il rapporto con la realtà africana, "altra" per eccellenza, e l'incontro inevitabile con il mondo del sacro. Esperienza scientifica ma anche umana di un viaggio, la spedizione Dakar-Gibuti, che passò alla storia per la sua rilevanza documentaria priva di precedenti.

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3 PREFAZIONE. L’Afrique fantôme: opera poco conosciuta di un autore poco conosciuto. Tale affermazione risulta verosimile soprattutto da una prospettiva letteraria poiché nei miei libri di antropologia ho spesso trovato il nome di Michel Leiris associato al suo diario di viaggio, e posto a breve distanza da quello di Victor Segalen; se ne metteva in evidenza soprattutto la portata rivoluzionaria nell’ambito del suo rapportarsi all’esotismo e all’alterità. Nell’effettuare le ricerche preliminari, mi sono trovata davanti a frettolose ed imprecise definizioni dell’opera, che ne mettevano in luce l’irregolarità, l’anomalia stilistica, la difficoltà di classificazione e l’opposizione con un precedente contesto letterario e scientifico, e ciò non poteva che suscitare la mia curiosità e, ancor prima della lettura effettiva (e chiarificatrice), la mia simpatia. In realtà, anche per la mia naturale disposizione a leggere dietro le righe, vedevo dietro queste veloci spiegazioni, un atteggiamento di sufficienza e un’implicita designazione negativa, che ho trovato fortemente ingiusta; classificare un’opera in maniera così perentoria e ponendo l’accento sulla sua “illeggibilità”, non può che condurre il lettore ad un aprioristico atteggiamento di rifiuto che, seppure in maniera inconscia, sarà portato ad identificare il testo con un nonsenso. Non penso che si possa parlare di opere complessivamente “brutte” ma solo di presenza di elementi non armonici con il tutto, poco efficaci, o di combinazioni mal riuscite sul piano stilistico o tematico; al di là della mia modesta opinione, ogni testo è il frutto di un preciso contesto storico, culturale e intellettuale, ma anche di istanze personali, che non possono essere ignorati in ogni formulazione di giudizio. Nello studio di Leiris sono partita dalla lettura di L’Age d’homme, principale chef- d’oeuvre, per poi poterne ricostruire a ritroso tutto il cammino personale e intellettuale che l’ha condotto a L’Afrique fantôme: sono rimasta sconvolta

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Liuba Murgia Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1376 click dal 25/08/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.