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Autonomia statutaria degli enti locali in Italia e Spagna

Informazioni tesi

  Autore: Chiara Cassinerio
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Andrea Morrone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

La questione degli enti locali in italia e la situazione spagnola, in particolare quella della Cataluña facendo riferimento alla Carta Municipal de Barcelona. Quanto accade in Italia in base alle più recenti riforme in materia di autonomia locale espresso nel testo unico sull'ordinamento delle autonomie locali del 2000.
L’attuale assetto degli enti locali, trova fondamento iniziale nella legge 142 del 1990, per giungere poi alla legge 265 del 1999 e, quindi, dopo dieci anni da quella primordiale esperienza normativa, nella realizzazione del T.U. approvato con il D. Lgs. 267 del 2000.
La scelta metodologica di studiare l’ordinamento autonomico spagnolo, risponde all’esigenza di offrire degli spunti di riflessione in un momento in cui in Italia sono in molti ispirati dal modello della Cataluña.
Accanto alla Carta Municipal de Barcelona il 18 giugno 2006 i cittadini catalani hanno avuto l'opportunità di esprimere il proprio parere sul nuovo Statuto di autonomia regionale proposto dal governo Zapatero.

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3 Introduzione Con questo lavoro si intende affrontare la questione degli enti locali, comparando la situazione spagnola, in particolare quella della Cataluña facendo riferimento alla Carta Municipal de Barcelona, con quanto accade in Italia in base alle più recenti riforme in materia di autonomia locale espresso nel testo unico sull'ordinamento delle autonomie locali del 2000. E’ evidente la condizione in cui si viene a trovare oggi, più che mai, il nostro Paese: dopo secoli di storia italiana, caratterizzati dalla divisione interna dello Stato e dal più intimo desiderio di unificazione della penisola, finalmente il secolo attuale, nel pieno riconoscimento delle autonomie, ha posto basi legislative che possono garantire concretamente il realizzarsi di questo “miracolo” istituzionale. L’attuale assetto degli enti locali, trova fondamento iniziale nella legge 142 del 1990, per giungere poi alla legge 265 del 1999 e, quindi, dopo dieci anni da quella primordiale esperienza normativa, nella realizzazione del T.U. approvato con il D. Lgs. 267 del 2000. I dieci anni di storia giuridica e legislativa ormai trascorsi, ma anche quelli precedenti a questa, sembrano essere la chiave di lettura del vigente sistema istituzionale degli enti locali. La stessa tecnica di formazione delle norme che li riguarda, non può essere certamente ricondotta a uno dei criteri adottabili dal legislatore, per la realizzazione di un testo unico, quale quella meramente compilativa; in realtà, la legge delegata, raccoglie, abroga ma, soprattutto innova, quel (vasto) patrimonio di leggi che hanno dato voce alla storia non degli ultimi ma, di tutti i tempi. Nel quadro delle grandi trasformazioni, tuttora in corso, dell'ordinamento italiano, il legislatore non poteva non ripensare in termini più coerenti e razionali il sistema delle autonomie locali: una costellazione di enti - Comuni, Province, Città metropolitane, Comunità montane, fino alle

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Parole chiave

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d.lgs 267/2000
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