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Recupero delle aree dismesse: analisi e metodo

La mia tesi affronta il problema del recupero delle aree dismesse, mettendo a confronto quattro casi specifici, in relazione al continuo abbandono di importanti aree pricipalmente nelle grandi città del mondo sviluppato. Si analizzano nel contesto due casi Italiani e due casi stranieri.

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5 Introduzione Prima di avviare un’analisi sulle aree dismesse è opportuno definire concettualmente i termini sui quali si baserà la nostra indagine. Si definiscono “aree dismesse” quelle zone abbandonate, spesso all’interno di grandi città, in prossimità di cavalcavia, di aree ferroviarie, di ponti, o di viadotti, il cui suolo risulta essere di primaria importanza sia nell’ottica delle possibilità di recupero ambientale, sia in un’ottica economica, quando riveste un notevole valore. La riflessione sulle aree dimesse richiama alla mente un’immagine: quella di una crepa, di una lacuna irregolare della crosta antropica corrispondente all’insediamento umano, quasi come se la coltre artificiale prodotta dagli uomini sulla superficie terrestre fosse occasionalmente interrotta, lasciando intravedere ampi spazi slabbrati, lacerati e abbandonati 1 . Questa immagine, sebbene possa sembrare inquietante, contiene in realtà notevoli risvolti positivi in termini di una potenziale riqualificazione d’uso. Si pensi ad esempio alla città di Roma, le cui aree dismesse sono spesso costituite da fabbriche in disuso, fornaci, cave, resti antichi, grotte e acquedotti o vecchie borgate, dove l’identità culturale e storica non è certo dimessa, ma è solo momentaneamente sospesa. Più in generale, le città oggi si presentano allo sguardo come un alternarsi di «vuoti» e di «pieni», laddove i vuoti possono identificarsi con urgenti problemi sociali, e divenire spesso luoghi deputati al confronto di funzioni marginali, oppure possono rappresentare zone neutre 1 Imperatori G., Dall’espansione alla trasformazione urbana, in Polci S.(a cura di), Archeologia industriale a Roma, Sugarco Edizioni, Milano 1989.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Ermanno Rotondi Contatta »

Composta da 186 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.