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La critica sulla "poetica realista" di Renato Guttuso negli anni Cinquanta

La tesi si è proposta uno studio sulle reazioni critiche intervenute negli anni della metà del secolo in relazione alle proposte artistiche di Renato Guttuso.

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INTRODUZIONE « Je me suis senti un désir de peinture du siècle » (E. Delacroix, Journal) Negli anni Cinquanta il realismo di Renato Guttuso raggiunge il momento di maggiore maturità, attraverso un intenso e fruttuoso percorso di crescita che porta il pittore anche a diversi ripensamenti su avvenimenti passati e ad aperture su possibilità future. Chiaramente la peculiarità di tale pittura rimane sempre invariata: la ricerca di dialogo, di comunicazione con il popolo resta l’obiettivo primario della poetica realista guttusiana e quindi come tale non sarà sottoposta a mutamenti di alcun genere. Cambierà invece, di pari passo con la consapevolezza e con la meditazione artistica del pittore, la modalità espressiva e anche, parzialmente, l’iconografia privilegiata nello studio della realtà. Inizialmente si è ritenuto fosse utile inquadrare l’operato dell’artista siciliano all’interno del contesto sociale, politico e culturale del nostro Paese alla metà del secolo, caratterizzato da un notevole dinamismo. Infatti l’arte di Guttuso, essendo profondamente legata e radicata a tale cornice storica, può essere considerata una pittura a carattere “sociale” e per questa ragione non è ipotizzabile un’analisi attenta dell’opera, e conseguentemente della critica a cui essa è sottoposta, astraendola dalla realtà da cui trae direttamente ispirazione. La metà del secolo, infatti, ha una sua precisa identità all’interno della storia italiana, un’identità di rigenerazione e di rinascita. Sono gli anni che seguono la fine della seconda Guerra Mondiale, con le sciagure da essa portate; è il periodo in cui l’Italia decide di concedersi un nuovo inizio nelle vesti di repubblica, e in cui si cominciano ad intravedere i primi bagliori di quel benessere dovuto ad una prima effettiva industrializzazione del Paese, il cosiddetto “boom economico”. È anche un momento di violente lotte sociali, sintomo dell’emancipazione delle classi popolari più disagiate nei confronti di una classe dirigente conservatrice e disinteressata, che muove i primi passi con l’introduzione degli ideali marxisti-comunisti in Italia. In seguito alla sua esperienza di vita e alle posizioni politiche assunte, Guttuso abbraccia sia sentimentalmente che attivamente la causa del nascente revanscismo popolare. Proprio per questa volontà di avvicinamento culturale al popolo, si è

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Lisa Fiaschi Contatta »

Composta da 166 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6644 click dal 27/09/2006.

 

Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.