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A(t)razione turistica?

Informazioni tesi

  Autore: Massimo Buccarello
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Lecce
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Carlo Gelosi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 59

“Ci sono due grandi stereotipi da sfatare a proposito del concetto di territorio. C’è chi lo usa per motivi reazionari di matrice fascista, e chi lo considera un concetto per imbecilli attaccati ciecamente alla tradizione. Sono due interpretazioni sbagliate: in realtà il territorio è in continuo mutamento”.
Jonathan Nossiter

Vivere in un territorio comporta anche capirne i mutamenti e coglierne le opportunità, gli anni ’90 sono stati per il Salento anni di sbarchi, di partenze e di arrivi; il termine crisis in lingua inglese significa crisi, opportunità. Il posto di lavoro fisso, che per una buona parte della popolazione ha significato per anni sicurezza economica, si fa sempre più raro e molti sono i salentini che devono cercare lavoro lontano da casa. Questo periodo è stato caratterizzato anche dagli sbarchi dei migranti dal terzo mondo, che hanno individuato nella nostra terra un ponte verso l’europa. Il 1998 fu l’anno di crisi maggiore, quando il governo italiano istituì i presidi militari lungo le coste pugliesi; i campeggi diventarono l’accampamento dei militari, con grave danno per la già debole industria turistica leccese. Proprio da questi momenti più bui è nata l’idea di raccontare in maniera diversa il Salento; per l’opinione pubblica nazionale non siamo più nella terra degli sbarchi dei clandestini, che ancora raramente avvengono, ma in una terra di accoglienza turistica raccontata e cantata nelle piazze del mondo, negli schermi televisivi e cinematografici. Questo processo di trasformazione del racconto di un’identità, forse una delle più stratificate in assoluto, ha conosciuto in questi anni un incentivo proprio per la necessità di esporsi ad un pubblico nuovo, desideroso di conoscere il Salento in ogni aspetto.
La scelta turistica è una svolta importante per questo territorio. Si tratta di un comparto che per funzionare bene e rendere meglio ha bisogno di un insieme di servizi coordinati tra loro; l’idea dell’albergo diffuso porta con se una trasformazione del mercato interno dei servizi che è quanto mai necessaria per questa terra. La sanità, le vie di comunicazione, l’informatizzazione, la formazione, l’insieme dei servizi che rendono l’ambiente sano e confortevole devono essere funzionali anche per i cittadini indigeni, non solo per gli ospiti.
Per affrontare al meglio l’oggetto del mio studio ho deciso di approfondire alcuni dei tanti ambiti coinvolti nell’offerta turistica, l’ho fatto analizzando i diversi linguaggi che sono utilizzati nella comunicazione giuridica, pubblica e culturale. Ho preferito osservare questi mutamenti da un’ottica particolare, il Bed & Breakfast. Questo particolare servizio ricettivo consiste nell’offrire in casa propria il pernottamento e la prima colazione; non è un impresa familiare, ma è una famiglia che ospita dietro corrispettivo. La legge regionale pugliese che regola queste strutture è datata 24 luglio 2001, ho analizzato questa ed altre leggi del settore articolo per articolo provando a leggere le intenzioni dei diversi legislatori, i buchi, le imprecisioni e le opportunità che queste hanno offerto ai cittadini. L’analisi dei singoli articoli permette approfondimenti specialistici che spesso toccano il nervo scoperto delle relazioni tra enti amministrativi in competizione tra loro per l’attribuzione di competenze, che sono appunto definite concorrenti.
L’analisi dei dati sui flussi turistici è molto interessante. Da un lato i soggetti istituzionali ne danno una lettura esaltante, intenti a proporre nuove soluzioni di marketing territoriale; dall’altro sono molti i soggetti privati che ricorrono a pratiche evasive al momento della dichiarazione di presenze e arrivi. Si rende dunque necessario non solo l’utilizzo della statistica, ma anche una chiave di lettura politico-istituzionale ed un’altra socio-economica.
La ricchezza di un territorio quasi brullo è soprattutto nelle sue storie e nelle sue culture; l’identità che il Salento può offrire ai viaggiatori che decidono di visitare i suoi cento paesi deve essere continuamente arricchita e impreziosita attingendo a tutti gli strumenti che la storia permette: la poesia di Bodini e Comi , la memoria orale dei suoi cittadini, i tanti monumenti ancora abbandonati sono la fonte primaria di questa ricchezza. Per dirla alla Gadamer il testo Salento può essere continuamente reinterpretato alla luce di tutto ciò che ancora è poco conosciuto o che è del tutto sconosciuto, ciò servirà a scoprire e a raccontare le sue tante stratificazioni.

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2 Introduzione “Ci sono due grandi stereotipi da sfatare a proposito del concetto di territorio. C’è chi lo usa per motivi reazionari di matrice fascista, e chi lo considera un concetto per imbecilli attaccati ciecamente alla tradizione. Sono due interpretazioni sbagliate: in realtà il territorio è in continuo mutamento”. Jonathan Nossiter 1 Vivere in un territorio comporta anche capirne i mutamenti e coglierne le opportunità, gli anni ’90 sono stati per il Salento anni di sbarchi, di partenze e di arrivi; il termine crisis in lingua inglese significa crisi, opportunità. Il posto di lavoro fisso, che per una buona parte della popolazione ha significato per anni sicurezza economica, si fa sempre più raro e molti sono i salentini che devono cercare lavoro lontano da casa. Questo periodo è stato caratterizzato anche dagli sbarchi dei migranti dal terzo mondo, che hanno individuato nella nostra terra un ponte verso l’europa. Il 1998 fu l’anno di crisi maggiore, quando il governo italiano istituì i presidi militari lungo le coste pugliesi; i campeggi diventarono l’accampamento dei militari, con grave danno per la già debole industria turistica leccese. Proprio da questi momenti più bui è nata l’idea di raccontare in maniera diversa il Salento; per l’opinione pubblica nazionale non siamo più nella terra degli sbarchi dei clandestini, che ancora raramente avvengono, ma in una terra di accoglienza turistica raccontata e cantata nelle piazze del mondo, negli schermi televisivi e cinematografici. Questo processo di trasformazione del racconto di un’identità, forse una delle più stratificate in assoluto, ha conosciuto in questi anni un incentivo proprio per la necessità di esporsi ad un pubblico nuovo, desideroso di conoscere il Salento in ogni aspetto. La scelta turistica è una svolta importante per questo territorio. Si tratta di un comparto che per funzionare bene e rendere meglio ha bisogno di un insieme di servizi coordinati tra loro; l’idea dell’albergo diffuso porta con se una trasformazione del mercato interno dei servizi che è quanto mai necessaria per questa terra. La sanità, le vie di comunicazione, l’informatizzazione, la formazione, l’insieme dei servizi che rendono l’ambiente sano e confortevole devono essere funzionali anche per i cittadini indigeni, non solo per gli ospiti. Per affrontare al meglio l’oggetto del mio studio ho deciso di approfondire alcuni dei tanti ambiti coinvolti nell’offerta turistica, l’ho fatto analizzando i diversi linguaggi che sono utilizzati nella comunicazione giuridica, pubblica e culturale. Ho preferito osservare questi mutamenti da un’ottica 1 Kaganski, Serge, Durand Jean-Marie e Lingard Jade, Coups de canons, Les Inrockutibles, 3 Novembre 2004, trad. it. I signori delle vigne, Internazionale,17/22 dicembre 2004, n.°570, anno 12.

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