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Corpi delle donne modelli sociali e patologie fra XIX e XX secolo

La tesi tratta la correlazione fra il modello di donna nei secoli XIX e XX e le patologie tipicamente femminili sviluppatesi in questi periodi. Per il XIX secolo ho trattato isteria e agorafobia, mentre per il XX ho preso in esame i disturbi del comportamento alimentare.

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5 INTRODUZIONE La società e le norme culturali in cui un individuo agisce sono fonti di condizionamento molto forti, che tendono a “preconfezionare” l’individuo in base agli standard socialmente desiderabili. Dal credo religioso al modo di vestire la società invia una sorta di “prescrizioni” a cui la maggior parte degli individui si adegua, pena la stigmatizzazione di “deviante” da quelle norme non espresse esplicitamente ma tacitamente accettate dalla maggioranza. Non è certo semplice rendersi conto di questo condizionamento e della conseguente rete di influenze in cui si resta impigliati perché il “modellamento” avviene gradualmente e in un contesto che ne asseconda la realizzazione. Fattori sociali e culturali sono implicati perfino nella scelta delle patologie, in particolare quelle psichiatriche; il termine di sindromi legate alla cultura è stato coniato ad esempio per la tendenza all’abuso degli psicofarmaci, la cleptomania dei grandi magazzini, l’esibizionismo sessuale nei pazienti maschi 1 . Lo scopo di questo lavoro è analizzare questo particolare aspetto del condizionamento sociale ma riferito alle patologie specifiche del genere femminile fra XIX e XX secolo. Nel primo capitolo si è cercato di fare un quadro generale della situazione della donna nell’Ottocento, passando anche attraverso la letteratura dell’epoca che considerava la donna come un’entità incompleta, incapace di esistere come entità separata dal maschio, in possesso invece di tutte le qualità ad essa mancanti. Il secondo capitolo tratta la patologia per eccellenza del genere femminile nel XIX secolo: l’isteria; l’analisi parte dalla descrizione della realtà della donna folle, passa attraverso il ricorso al corpo femminile come luogo di esternazione della sofferenza, fino a trattare le terapie usate per questa patologia che, almeno fino alla nascita della psicoanalisi, si fondavano su tutte quelle teorie che dipingevano una donna “tutta utero”, sede di appetiti insaziabili. L’agorafobia è l’altra patologia di genere in riferimento a quel secolo; trattata molto poco dalla letteratura dell’epoca, a differenza della sua sorella più famosa, l’isteria, trovò larga diffusione in seguito alla nascita della città moderna e alla costruzione, al 1 Molfino (2000) pag.159

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Filomena Antonella Ciardullo Contatta »

Composta da 112 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.