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Unione Europea: Stabilità e Crescita

La tesi analizza le principale problematiche legate all'unione Europea partendo dalla teoria delle area valutarie ottime passando per il PSC e si conclude con un'analisi econometrica sulle implicazioni del patto sulla crescita degli stati Europei.
L'indice sarà sicuramente molto esplicativo.

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Unione Europea: Stabilità e Crescita Introduzione Introduzione UEM. Questo acronimo (che sta per Unione Economica e Monetaria) è il risultato di un processo di integrazione politico-economica iniziato nel 1958 con la sigla del Trattato di Roma con cui 6 paesi europei (Francia, Germania, Italia Lussemburgo, Paesi Bassi e Belgio) costituivano la CEE (Comunità Economia Europea). La CEE aveva lo scopo di creare un’area di libera circolazione di merci, lavoro e capitali, al cui interno vi fosse un coordinamento delle politiche economiche, con il fine ultimo di promuovere uno sviluppo armonico delle diverse regioni europee. Ai sei paesi fondatori si sono aggiunti successivamente nel 1973, Danimarca, Irlanda e Regno Unito, nel 1981 la Grecia, nel 1986 Spagna e Portogallo, ed infine nel 1995 Austria, Finlandia e Svezia. Il trattato di Roma non aveva posto particolare attenzione sui tassi di cambio la cui stabilità si riteneva fosse sufficientemente garantita dal sistema di Bretton Woods. Il passo successivo dell’integrazione europea fu segnato dal varo della PAC (Politica Agraria Comune) negli anni ’60 con il compito di stabilizzare i prezzi dei prodotti agricoli europei a livelli superiori rispetto ai prezzi prevalenti sul mercato internazionale. Grazie al buon funzionamento della PAC e alla crescita degli scambi intra-europei i paesi europei posero maggiore enfasi sulla stabilità dei cambi. Nel 1972 venne creato un sistema di “target zone” che prevedeva una banda di fluttuazione massima del 4,5% tra le valute europee ed aveva il dollaro come valuta perno (accordi di Washington). Nel marzo 1973 i paesi europei smisero di difendere la parità nei confronti della valuta statunitense conferendo completa autonomia al regime di cambio europeo. Per raggiungere la stabilizzazione del tasso di cambio all'interno della banda, questo sistema prevedeva delle facilitazioni di credito a brevissimo termine che dovevano essere gestite dalla controfigura europea del Fondo Monetario Internazionale: il Fondo Europeo di Cooperazione Monetaria. Tuttavia, 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Roberto Fiorentino Contatta »

Composta da 173 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.