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L'educatore quale mediatore tra la famiglia e il bambino in casi di disagio.

La figura del mediatore educativo nei casi di disagio familiare in particolare in situazioni di affido e adozione. Nel corso dell’analisi fatta emerge che l’educatore è poco presente, come figura educativa nei casi in cui si il minore viene adottato. La fase nella quale egli compie un ruolo importante, è quella valutativa dove vengono raccolti i dati sulla famiglia adottiva per poi procedere all’accoppiamento. Infatti l’educatore coadiuva il lavoro svolto dall’assistente sociale nel considerare gli aspetti emotivi, affettivi e relazionali contemplati nella fase preadottiva, in modo da valutare se l’accoppiamento fatto è adeguato, e poi scompare. Inserendo un mio commento posso dire che sarebbe davvero importante che l’educatore seguisse nel tempo la famiglia adottiva, in modo da dare ascolto alle difficoltà che emergono, alle problematiche della convivenza e soprattutto per far sentire meno isolata la famiglia in questione. Proprio in merito a tale discorso sembra sempre più forte la necessità di riunirsi, di trovarsi per raccontare le proprie esperienze, poter condividere le difficoltà e i bisogni che emergono da un esperienza di affido o adozione. Ecco dove la figura educativa potrebbe compiere una funzione molto importante proponendosi come mediatore.

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CAPITOLO 1 IL DISAGIO DEL MINORE. 1.1 Le situazioni di disagio del minore. La famiglia è il luogo primario nel quale l’uomo sviluppa la sua personalità e la sua capacità di relazionarsi con l’altro. Sin dal primo giorno di vita il bimbo interagisce con ciò che lo circonda attraverso il pianto richiama l’attenzione della madre, o di chi per essa se ne prende cura. La natura del bisogno espresso varia in relazione all’età e alla tappa evolutiva attraversata. Il lattante ha bisogno di essere alimentato, vestito, pulito e coccolato, il bambino più grande oltre a queste esigenze di natura primaria ha anche bisogno di sostegno psicologico, cognitivo e morale. Proporzionalmente alla crescita fisiologica, il bambino diminuisce la sua dipendenza primaria e aumenta la necessità di sostengo emotivo, cognitivo e morale. La sua interiorità si arricchisce, si amplificano le esperienze relazionali e aumenta il livello di coinvolgimento familiare. Questo rende ancor più chiaro quanto la famiglia giochi un ruolo importante sulla personalità del bimbo che cresce. Essa è portavoce di abitudini, gestualità, valori, linguaggi e comportamenti che il bimbo acquisisce nella quotidianità. (Ghezzi, 1996) 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Raffella Gaido Contatta »

Composta da 77 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.