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L'ambasciata di Clare Boothe Luce in Italia, 1953-1956

Nel 1952, la nuova amministrazione repubblicana degli Stati Uniti aveva deciso di intraprendere una vera e propria guerra santa contro i comunisti, e in Italia, come interprete di tale politica, il presidente Eisenhower inviò una sua cara amica, la signora Clare Boothe Luce, di cui Cyrus Sulzberger, un influente giornalista americano, aveva scritto: “la più incredibile arroganza e la più assurda e intransigente sicurezza di sé che mi sia capitato di incontrare”.
Fu mandata in un paese dove esisteva il più grande partito comunista operante in una nazione occidentale, e per quasi quattro anni il suo unico obiettivo fu sconfiggere il comunismo. Alla fine della sua missione, dopo che la minaccia sembrava essere stata definitivamente debellata, scrisse al segretario di Stato John Foster Dulles che senza l’appoggio e la guida americana l’Italia non avrebbe raggiunto tale risultato.
La ricerca si prefigge essenzialmente l’obiettivo di appurare quale sia stata la politica degli Stati Uniti nei confronti dell’Italia, in un periodo, che va dalle elezioni politiche del giugno 1953 alle prime avvisaglie di una scissione tra il partito comunista ed il partito socialista, trascurato dalla nostra storiografia, che approfondisce invece gli anni dell’immediato dopoguerra e del centrosinistra.
Il lavoro si propone di verificare quale fosse il motivo determinante dell’interessamento degli Stati Uniti ad un paese che aveva scarso peso internazionale e non si era ancora risollevato dai disastri della guerra e proprio perché ad una donna fu affidata una tale difficile missione, in un’epoca in cui l’elemento femminile non era preso in grande considerazione nel mondo politico-diplomatico.

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V INTRODUZIONE Nel 1952, la nuova amministrazione repubblicana degli Stati Uniti aveva deciso di intraprendere una vera e propria guerra santa contro i comunisti, e in Italia, come interprete di tale politica, il presidente Eisenhower inviò una sua cara amica, la signora Clare Boothe Luce, di cui Cyrus Sulzberger, un influente giornalista americano, aveva scritto: “la più incredibile arroganza e la più assurda e intransigente sicurezza di sé che mi sia capitato di incontrare”. Fu mandata in un paese dove esisteva il più grande partito comunista operante in una nazione occidentale, e per quasi quattro anni il suo unico obiettivo fu sconfiggere il comunismo. Alla fine della sua missione, dopo che la minaccia sembrava essere stata definitivamente debellata, scrisse al segretario di Stato John Foster Dulles che senza l’appoggio e la guida americana l’Italia non avrebbe raggiunto tale risultato. La ricerca si prefigge essenzialmente l’obiettivo di appurare quale sia stata la politica degli Stati Uniti nei confronti dell’Italia, in un periodo, che va dalle elezioni politiche del giugno 1953 alle prime avvisaglie di una scissione tra il partito comunista ed il partito socialista, trascurato dalla nostra storiografia, che approfondisce invece gli anni dell’immediato dopoguerra e del centrosinistra. Il lavoro si propone di verificare quale fosse il motivo determinante dell’interessamento degli Stati Uniti ad un paese che aveva scarso peso internazionale e non si era ancora risollevato dai disastri della guerra. Si cercherà di capire perché proprio ad una donna fu affidata una tale difficile missione, in un’epoca in cui l’elemento femminile non era preso in grande considerazione nel mondo politico-diplomatico: fu scarsa valutazione del nostro paese o, date le

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Costanza Rotilio Contatta »

Composta da 234 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3000 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.