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Codici Etici e Responsabilità Sociale dell'Impresa

L’economia è stata spesso concepita come una disciplina al pari delle scienze matematiche, in grado cioè di formulare tesi e, a queste, fornire risposte sulla base di ragionamenti essenzialmente di due tipi: induttivo e deduttivo. Fin qui nulla da obiettare se non fosse che, al centro della scienza economica, ci sono gli uomini, con i propri comportamenti non sempre corrispondenti al criterio di razionalità, al quale la disciplina economica fa riferimento.
Risulta allora indispensabile ripercorrere il sentiero economico fino alle origini, quando l’economia era una derivazione dell’etica, per ritrattare così la tesi sulla presunta neutralità del pensiero economico, a maggior ragione dati i recenti e discussi casi di corruzione che hanno visto coinvolte importanti aziende sia in Italia (vedi Cirio e Parmalat) e sia all’estero (vedi, fra gli altri, il caso Enron).
In un sistema di mercato dove le imprese intrattengono relazioni di scambio a più livelli, la ‘fiducia’ è un fattore determinante per la sopravvivenza di un’impresa e del sistema economico nel suo complesso. Questi episodi - ma prima ancora altri – hanno scosso le basi su cui poggiavano le operazioni di mercato dell’impresa moderna, costringendo la stessa a cercare soluzioni nuove in grado di accrescere un altro fattore cruciale ai fini dei rapporti di fiducia: la ‘reputazione’.
Una possibile risposta a questa esigenza, si vedrà, risiede nei codici etici e nella responsabilità sociale dell’impresa.
L’obiettivo di questa Tesi pertanto è quello di dimostrare l’importanza che può avere per un’impresa l’assunzione di comportamenti socialmente responsabili, oltre che mostrare i criteri e le modalità di adozione degli stessi. L’ipotesi di fondo è che l’economia, sia dal punto di vista teorico sia dal punto di vista fattuale, non può prescindere dall’etica, al contrario della teoria economica ‘mainstream’, di stampo liberista, che tende a predicare gli effetti positivi per tutti di un’economia basata sul perseguimento della massimizzazione del profitto personale.
Occorre precisare che non viene qui messo in discussione l’utilizzo della matematica, indispensabile per conferire necessario rigore scientifico alla materia, ma con altrettanta evidenza si vuole dimostrare che lo studio dell’Economia Politica non può ridursi a questo, specie nel caso in cui ci si accinge a trattare la materia come scienza sociale. Non è un caso infatti che, in quanto segue, si fa ricorso, oltre che alle più accreditate teorie etiche in merito al sistema economico, anche a modelli di riferimento che fungono da punto d’equilibrio tra economia come scienza sociale ed economia come scienza assiomatica; in particolar modo la teoria dei giochi.
La Tesi si divide in tre capitoli: nel primo capitolo, di carattere introduttivo, viene messa in luce la stretta relazione esistente tra etica ed economia, ponendo l’attenzione sui comportamenti altruistici dei singoli individui e sulle norme morali che li governano; nel secondo capitolo verrà affrontato il tema dei codici etici e quindi, attraverso un’analisi dei meccanismi di reputazione, verrà data una risposta circa la convenienza per l’impresa dell’adozione di comportamenti eticamente accettabili; nel terzo ed ultimo capitolo infine, verrà trattata la responsabilità sociale dell’impresa da più punti di vista differenti, allo scopo di capire quali sono i criteri e le modalità che la governano, nonché i fondamenti etici su cui questo sistema di autoregolamentazione per le imprese si fonda. Inoltre, il primo e il terzo capitolo sono arricchiti di ‘Appendici’ che danno un quadro più ampio dei temi trattati.

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1 Introduzione L’economia è stata spesso concepita come una disciplina al pari delle scienze matematiche, in grado cioè di formulare tesi e, a queste, fornire risposte sulla base di ragionamenti essenzialmente di due tipi: induttivo e deduttivo. Fin qui nulla da obiettare se non fosse che, al centro della scienza economica, ci sono gli uomini, con i propri comportamenti non sempre corrispondenti al criterio di razionalità, al quale la disciplina economica fa riferimento. Risulta allora indispensabile ripercorrere il sentiero economico fino alle origini, quando l’economia era una derivazione dell’etica, per ritrattare così la tesi sulla presunta neutralità del pensiero economico, a maggior ragione dati i recenti e discussi casi di corruzione che hanno visto coinvolte importanti aziende sia in Italia (vedi Cirio e Parmalat) e sia all’estero (vedi, fra gli altri, il caso Enron). In un sistema di mercato dove le imprese intrattengono relazioni di scambio a più livelli, la ‘fiducia’ è un fattore determinante per la sopravvivenza di un’impresa e del sistema economico nel suo complesso. Questi episodi - ma prima ancora altri – hanno scosso le basi su cui poggiavano le operazioni di mercato dell’impresa moderna, costringendo la stessa a cercare soluzioni nuove in grado di accrescere un altro fattore cruciale ai fini dei rapporti di fiducia: la ‘reputazione’. Una possibile risposta a questa esigenza, si vedrà, risiede nei codici etici e nella responsabilità sociale dell’impresa. L’obiettivo di questa Tesi pertanto è quello di dimostrare l’importanza che può avere per un’impresa l’assunzione di comportamenti socialmente responsabili, oltre che mostrare i criteri e le modalità di adozione degli stessi. L’ipotesi di fondo è che l’economia, sia dal punto di vista teorico sia dal punto di vista fattuale, non può

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Teodoro Amedeo Roma Contatta »

Composta da 76 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.