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Lo spazio come trappola nel cinema di David Fincher

analisi del lavoro del regista David Fincher (da Alien3 a Panic Room) prendendo in considerazione il tema dello spazio

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Lo spazio come trappola nel cinema di David Fincher Mariaromana Casiraghi 1 PROLOGO: LE APPARENZE DELLA CONSISTENZA "In fondo a cotesta cripta, un'altra ne appariva, meno vasta, le cui pareti erano state rivestite d'ossa umane, le une sull'altre, ammassate, fino a toccar la volta, come si vede nelle catacombe di Parigi" 1 Spazio: mura solide dove costruire una casa, un nido, un rifugio. Stanze vuote dove collocare se stessi insieme a scatoloni mal sigillati che raccontano della vita di ognuno. Stanze che devono essere modellate, innescando un processo di cambiamento irreversibile. Spazio "danzante e canticchiante". Claustrofobia: scale, piani, porte, soglie da varcare in un frenetico movimento che inesorabilmente procede verso la chiusura in ambienti sempre più piccoli. O sempre apparentemente più vasti. Oscurità: notti, giorni piovosi, grigiore dell'animo e delle metropoli. La vista si perde nella pioggia, nel buio, nei fumi dei sotterranei. La strada verso la luce si attorciglia, si contorce, si chiude. Morte: spazi che diventano cripte, nascoste dentro bunker nascosti dentro case nascoste dentro città pericolose. Cripte delle ossa umane di chi ci vive, di chi ci vuole entrare e di chi ci è stato invitato. Catacombe labirintiche dove ci si aggira, si corre, si scappa come topi in gabbia. Ingannati da uno spazio che sembrava l'unica risposta a qualcosa di pericoloso. Ingannati da una trappola. 1 Edgar Allan Poe, "Il barile di Amontillado", in Racconti, Garzanti editore s.p.a., 1992, p.367 Il paragone con il racconto di Poe è suggerito da Todd McCarthy in Helmer Fincher puts 'Panic' in Foster care, "Variety" n.6, 25-31 marzo 2002, p.42

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Mariaromana Casiraghi Contatta »

Composta da 87 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.