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La televisione e i bambini. Finestra sul mondo o grande persuasore?

La società moderna ha sviluppato un sistema di mezzi di comunicazione di massa sempre più ramificato e in continuo mutamento. Ai primi media, quali la stampa, il telegrafo e la radio, oggi si affiancano nuovi strumenti, basati sul trattamento digitale delle informazioni. Ma attualmente è la tv il medium sociale più diffuso e pervasivo, e pertanto la si accredita di grande “potenza”, tanto da sollevare interrogativi sulle conseguenze di un’esposizione eccessiva a questo mezzo, specie sulle personalità in via di formazione.
L’idea di questo lavoro nasce dalla consapevolezza, maturata nel mio percorso di studi, dell’importanza assunta dalla socializzazione primaria nella vita di ciascun individuo.
E’ attraverso il processo di socializzazione che l’individuo acquisisce tutti gli orientamenti interni, i sistemi di controlli e le conoscenze che gli permettono di interpretare il mondo circostante e diventare un membro della società a tutti gli effetti.
Le prime persone che verranno a contatto con il bambino, le sue prime esperienze, le abitudini acquisite, l’ambiente in cui sarà inserito, avranno un ruolo cruciale non solo nell’infanzia, ma “segneranno” l’individuo per tutta la vita futura. Durante tale processo si avrà la formazione della propria identità e della propria coscienza, in circostanze cariche di componenti emotive.
Particolare importanza acquisteranno, quindi, le figure socializzanti, che il bambino prenderà a modello nella prima socializzazione.
Quest’ultime sono state interessate, nel passaggio dalla prima modernità alla post-modernità, da un radicale cambiamento.
Se nella prima modernità, il bambino quasi “ereditava” gli elementi base del processo di socializzazione dalle due tradizionali agenzie di formazione, quali la famiglia e la scuola, tale quadro viene a stravolgersi nella post-modernità con l’introduzione del mezzo televisivo.
La televisione, infatti, si pone oggi come una vera e propria istituzione sociale. Ai soggetti in via di sviluppo, quali sono i bambini e gli adolescenti, la televisione sembra “dischiudere” il mondo, aprire uno “spazio d’esplorazione a distanza”.
In questa prospettiva, la tv può apparire un’agenzia di socializzazione sui generis non solo concorrente, ma addirittura alternativa alle istituzioni tradizionali, non tanto per i messaggi che veicola, quanto per le modalità in cui avvengono le esperienze informative e formative delle nuove generazioni.
La tv consente ai minori di attingere ad un repertorio pressoché illimitato di informazioni e conoscenze sulla vita adulta, senza con ciò dover sottostare ai controlli familiari o sociali.

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8 Introduzione Nel realizzare questo lavoro, mi sono posta come obiettivo di studio l’analisi del rapporto tra il media per eccellenza, la televisione e una fascia d’utenti ben delineata, quale quella dei minori. Per ottenere un quadro d’insieme quanto più completo possibile, ho ritenuto opportuno inserire tale rapporto all’interno del contesto generale nel quale viene a svilupparsi. La società moderna ha sviluppato un sistema di mezzi di comunicazione di massa sempre più ramificato e in continuo mutamento. Ai primi media, quali la stampa, il telegrafo e la radio, oggi si affiancano nuovi strumenti, basati sul trattamento digitale delle informazioni. Ma attualmente è la tv il medium sociale più diffuso e pervasivo, e pertanto la si accredita di grande “potenza”, tanto da sollevare interrogativi sulle conseguenze di un’esposizione eccessiva a questo mezzo, specie sulle personalità in via di formazione. L’idea di questo lavoro nasce dalla consapevolezza, maturata nel mio percorso di studi, dell’importanza assunta dalla socializzazione primaria nella vita di ciascun individuo.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Maria Marino Contatta »

Composta da 192 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 21434 click dal 27/09/2006.

 

Consultata integralmente 49 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.