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Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.lgs 42/2004)

Dopo aver delineato la definizione di bene culturale e ambientale sulla base dell’orientamento manifestato dalla dottrina prevalente si è passato ad analizzare la natura giuridica dei beni culturali ed ambientali.
Risalendo allo Stato post-unitario, si è rilevato che esso non si occupò della protezione dei beni artistici e storici, perché dominava l’ideologia liberista che considerava con sfavore ogni ingerenza pubblica limitativa delle iniziative individuali e della proprietà privata.
Successivamente il Codice Civile del 1942 sancì, innovando, che gli immobili riconosciuti d’interesse storico, archeologico, artistico e le raccolte dei musei, delle pinacoteche, degli archivi, delle biblioteche erano ricompresi nel demanio dello Stato e degli enti pubblici territoriali, attribuendo, quindi, la specifica caratterizzazione di appartenenza di detti beni al patrimonio indisponibile delle istituzioni anzidette.
In seguito la funzione pubblica di tutela del patrimonio culturale e ambientale trovò il più elevato riconoscimento nella Costituzione del 1948, caratterizzando così la Repubblica Italiana come “Stato di cultura”.
Con l’entrata in vigore del Codice del Beni culturali e del Paesaggio (1° maggio 2004), che abroga fra l’altro il T.U. dei beni culturali e ambientali (D. Lgs.vo 29 ottobre 1999, n. 490), si dà inizio ad un progetto di globale ridefinizione della disciplina volta anche ad armonizzare la materia dei beni culturali con la normativa di avvio al “federalismo amministrativo”.

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3 Introduzione Al fine di comprendere l’attuale disciplina sui beni culturali ed ambientali, ora racchiusa nel “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, occorre effettuare non solo un excursus storico della normativa precedente ma soprattutto esaminare e chiarire le nozioni e il significato di bene culturale ed ambientale. I beni culturali possono distinguersi in due categorie: beni appartenenti al “patrimonio culturale della nazione”, con riferimento alla storia della civiltà, e beni culturali in senso proprio costituenti “testimonianza avente valore di civiltà”. Per bene culturale s’intende qualunque cosa presenti interesse artistico, storico, archeologico, etnografico o comunque ogni sorta di cosa non solo del passato lontano, ma anche di quello vicino e finanche del presente. Ad esempio anche oggetti modesti d’uso come un tipo di coltello, di vaso, di sgabello ecc. possono essere considerati, a ragione, beni culturali in quanto testimonianza avente valore di civiltà. Il punto più complesso in ordine alla ricostruzione teorica dei beni culturali è costituito dai beni ambientali, alcuni dei quali indubbiamente

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Claudio Adduci Contatta »

Composta da 162 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8774 click dal 27/09/2006.

 

Consultata integralmente 16 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.