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Indagine etnobotanica in Valle Camonica

Ben 161 specie vegetali risultano essere state utilizzate un tempo della popolazione di Valle Camonica per i più disparati utilizzi, da quello medicinale (145 specie) a quello liquoristico-alimentare (52 specie), a quello magico-rituale (31 specie). Non tutte le specie risultano però presenti allo stato spontaneo in Valle, ma il 33% di esse è alloctono, seppur il 68% di queste erano poi coltivate, mentre il 32% erano piante officinali importate come "prodotto finito".
Accanto al mero autoconsumo si sviluppò collateralmente al settore officinale pure un vero e proprio commercio delle specie vegetali, in particolare a partire dal '900 sino a circa la metà del secolo medesimo, commercio indirizzato soprattutto verso il settore liquoristico e farmaceutico. Ma, cosa ancor più importante, una vera e propria cultura, fatta di proverbi, modi di dire, leggende e...giochi, fiorì intorno alle piante officinali.

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12 INTRODUZIONE Nella lunga indagine condotta per la stesura di questo lavoro mi sono spesso imbattuto in persone che, al citare il termine “etnobotanica” mi chiedevano di che cosa si trattasse. La suddetta branca di ricerca, infatti, tanto antica quanto moderna (ha preso piede nel mondo scientifico solo dall’ultimo ventennio del ‘900 (1), ma in testi quali “I discorsi”, di Pietro Andrea Mattioli (2), risalenti al ‘500, seppur in senso lato ci si occupa anche di etnobotanica). L’etnobotanica tratta tutto ciò che si trova tra l’etnologia e la botanica, ossia studia le relazioni intercorrenti tra l’uomo ed il regno vegetale compresi i funghi, i vari utilizzi che l’uomo ha fatto, e fa tutt’ora, delle piante. Indagini di questo tipo sono effettuate, oltre che associate a ricerche etnografiche, pure per scoprire virtù dei vegetali, in modo da poter introdurre, per esempio in campo medico, nuove terapie. Lo studio delle piante officinali utilizzate dagli abitanti di Valcamonica è un progetto alquanto ambizioso, lungo ed irto di difficoltà e per l’estensione della Valle nei cui anfratti cela, contrariamente a quanto si potrebbe essere indotti a ritenere, molte antiche tradizioni, e per il carattere chiuso degli abitanti restii a confidare i propri segreti anche. In ultimo lo studio non può prescindere dal prendere in considerazione un panorama più ampio della sola Valcamonica: l’intero arco alpino, se non addirittura l’intero panorama europeo. Studi di questo tipo hanno dimostrato come le Alpi hanno da sempre rappresentato un mondo a se stante, di cui i popoli hanno sempre intessuto rapporti commerciali e culturali fra loro; anche nei periodi definiti “bui” del Medioevo, quando nelle pianure i semplici spostamenti da un borgo all’altro erano pressoché impossibili. Lungo tutto l’arco alpino la gente si muoveva liberamente percorrendo gli antichi sentieri della foresta, scambiandosi beni e saperi, pur mantenendosi fra le genti alpine alcune difformità. Tale mondo inoltre era pure una delle maggiori vie di comunicazione della penisola italica con i paesi del centro- nord Europa, soprattutto la Valle Camonica la quale risentì non poco quindi delle influenze centr’europee.

Tesi di Laurea

Facoltà: Agraria

Autore: Eros Galli Contatta »

Composta da 241 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2395 click dal 17/10/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.