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I conti di Tuscolo (999-1179). Caratteri delle vicende familiari, dell'assetto patrimoniale e del loro Adelspapsttum.

La nostra dissertazione, in Storia Medievale, ha per oggetto una famiglia aristocratica del Lazio meridionale, i conti di Tuscolo, le cui vicende si sono svolte tra il 999 e il 1179. Partendo da brevi note introduttive relative alla vita politica romana del secolo X e ai problemi storiografici che lo studio di una stirpe può presentare, abbiamo indagato la storia dei conti di Tuscolo (o Tuscolani) lungo l'arco di sette generazioni, vale a dire dal momento in cui fece il suo ingresso sulla scena politica il capostipite del lignaggio, Gregorio I, sino alle tormentate vicissitudini di Rainone, l'ultimo esponente della famiglia. Come si può evincere dal titolo, per quasi due secoli i Tuscolani hanno avuto uno spazio - più o meno rilevante - nella vita politica di Roma e del Lazio meridionale. Nella prima metà del secolo XI la famiglia raggiunse una posizione egemone nell'Urbe, grazie a tre suoi esponenti che, uno dopo l'altro, rivestirono la dignità pontificia e sfruttarono tale privilegio per favorire il proprio lignaggio nella turbolenta situazione politica di Roma. La seconda metà del secolo XI, invece, rappresenta una fase d'oscurità per i Tuscolani: infatti, la famiglia - contestualmente al diffondersi di ideali riformatori nel mondo ecclesiastico - perse il soglio pontificio e le fonti dell'epoca riportano pochissime notizie sui membri che si trovarono a vivere quel difficile momento. La situazione cambiò nella prima metà del secolo XII, quando i Tuscolani - pur non raggiungendo lo status di un tempo - tornarono ad essere protagonisti delle vicende politiche romane. Tuttavia, verso gli anni '50 del secolo, iniziarono a manifestarsi i segni di un inarrestabile declino, di cui i più evidenti furono la perdita del pieno possesso di Tuscolo, la principale proprietà della stirpe, e conflitti tra i vari rami familiari. Inoltre, contribuirono al declino dei conti di Tuscolo anche fattori cruciali quali profondi cambiamenti nell'aristocrazia romana, lo sviluppo dello Stato Pontificio e l'espansionismo del Comune romano. Infine, per offrire un quadro completo della signoria dei Tuscolani, abbiamo dedicato alcuni paragrafi all'analisi del loro assetto patrimoniale, la cui configurazione presenta sensibili cambiamenti nel corso delle varie fasi della storia familiare.

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5 I n t r o d u z i o n e Come introduzione alla nostra ricerca sui conti di Tuscolo, è opportuno far cenno, in primo luogo, ad alcuni problemi di fondamentale importanza per lo studio di una famiglia aristocratica. Tali questioni riguardano, ad esempio, l' origine dei lignaggi, le strutture familiari, le radici territoriali del potere esercitato da questi casati, i rapporti di successione. Cominciamo con l' emergere dei lignaggi. Questo cambiamento decisivo, nell' aristocrazia, si verificò a partire dal X secolo. Infatti, nell' alto medioevo la struttura familiare più diffusa era la Sippe, definita anche famille large: si trattava di un gruppo molto ampio in senso orizzontale, caratterizzato da una forte presenza dell' elemento femminile e privo di un preciso assetto dei membri che lo componevano. Con la svolta del X secolo, invece, si affermò il Geschlecht, un tipo di famiglia che si presentava con una struttura più compatta e organizzata in senso verticale, in quanto fondata sull' agnazione ovvero su linee di discendenza maschili. 1 Questo cambiamento è testimoniato anche dalla modificazione degli antroponimi, dal momento che iniziarono ad essere utilizzati, come segno distintivo, i patronimici e, successivamente, i cognomi. Vennero meno, invece, le designazioni tramite il matronimico o tramite un rapporto di parentela per affinità. 2 Questa evoluzione fu prodotta da svariati fattori. In primo luogo, va ricordato che, accanto all' acquisizione di una maggiore consapevolezza genealogica, i membri delle famiglie nobili iniziarono a trasmettersi, di generazione in generazione, importanti cariche sia ecclesiastiche 3 sia secolari, come la dignità comitale o marchionale oppure l' ufficio di giudice o notaio. La struttura familiare che derivava da questo passaggio era legata alle modalità di trasmissione della carica. Ad esempio, poteva accadere che, tra 1 Cfr. S. Carocci, Genealogie nobiliari, pp. 87 - 88 e C. Violante, Alcune caratteristiche, pp. 31 - 32. 2 Vedere T. Di Carpegna Falconieri, Le trasformazioni onomastiche, p. 597. 3 Cfr. C. Violante, Alcune caratteristiche, pp. 22 - 23 e tav. 3. Lo studioso illustra, a tal proposito, la genealogia di una famiglia di chierici lucchesi, in cui l' ufficio ecclesiastico si è tramandato per sei generazioni.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Valeria Guarnieri Contatta »

Composta da 249 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5732 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.