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Approccio antropologico ad un progetto di sviluppo in Africa: la ''Valorizzazione della Valle del fiume Senegal''

Informazioni tesi

  Autore: Miriam Carraretto
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Alberto Antoniotto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 224

Oggetto di questa tesi è il progetto di valorizzazione della Valle del fiume Senegal, e in particolare l’impatto che questo ha avuto sulla popolazione locale. L’interesse che ha ispirato questa ricerca è stato quello di indagare e valutare, seguendo un approccio antropologico, le conseguenze di un intervento non autocentrato e delegittimato alla base, fondato sull’importazione di tecnologie e capitali dall’estero, senza un’attenta analisi del contesto di riferimento.
L'etnia Haalpulaar è stata coinvolta in un programma di ristrutturazione dell’area incentrato sulla gestione razionale delle acque del fiume. Si è trattato di un piano di sviluppo integrato, perché promosso e condotto da un’organizzazione, l’OMVS, formata da Senegal, Mali e Mauritania, i tre Paesi solcati dalle acque del fiume. Con l’appoggio finanziario e tecnico di organismi e attori internazionali, la Valle ha intrapreso un percorso di crescita in linea con il modello occidentale, apparentemente vincente su tutti i fronti e per questo ritenuto universalizzabile.
Agricoltura irrigua, moderna e meccanizzata, ed energia idroelettrica sono i due elementi di innovazione, motori di uno sviluppo indotto dall’esterno e monitorato da soggetti estranei al contesto socio-economico haalpulaar. Considerati strumenti ideali e imprescindibili per favorire un reale miglioramento delle condizioni di vita dei villaggi rurali, sono stati introdotti attraverso la realizzazione di due imponenti dighe, Diama e Manantali.
La valorisation del Senegal – come viene comunemente chiamata – si inserisce in un momento storico dominato da un approccio evoluzionista, riduzionista ed unilineare dello sviluppo, oggi peraltro ampiamente superato e spogliato dell’etnocentrismo che lo caratterizzava. Ciò ha implicato, di fatto, considerare quei Paesi “arretrati” rispetto al livello occidentale come manchevoli di qualcosa. L’unico rimedio possibile a questo ritardo non poteva che essere allora l’acquisizione di quegli elementi ritenuti indispensabili alla crescita. Investimenti e aiuti stranieri, sostegno finanziario e tecnico all’agricoltura e generalizzazione delle pratiche occidentali sono stati gli strumenti privilegiati della ristrutturazione nella regione.
La tesi che qui si cerca di dimostrare è che un investimento massiccio in grandi opere, quali dighe e sistemi agricoli automatizzati, rischia di rivelarsi controproducente nel lungo periodo se non accompagnato da uno studio scrupoloso delle strutture socio-economiche elaborate localmente e degli equilibri sistemici esistenti, politico-culturali, ambientali e legati allo sfruttamento del territorio.
In seguito all’implementazione del programma, la Valle del Senegal ha subito delle profonde trasformazioni, osservabili a più livelli e imputabili alla scarsa attenzione riservata al contesto nel quale si è operato. L’esclusione della popolazione autoctona dal processo decisionale e dalle fasi esecutive del progetto ha poi sancito il fallimento totale del piano di sviluppo.
Qual era il legame tra l’organizzazione sociale e produttiva haalpulaar e il sistema ambientale prima della realizzazione delle dighe? In che modo l’interruzione della piena naturale del fiume provocata da Manantali ha inciso sulle pratiche locali? Come si sono inseriti i moderni schemi agricoli razionalizzanti in un sistema economico integrato e antichissimo quale quello della regione? Cos’è successo ad allevatori e pescatori, dediti ad attività secondarie ma assolutamente complementari rispetto all’agricoltura? E ancora: come si sono modificate le abitudini alimentari e come ne ha risentito la salute umana? In che maniera l’introduzione di strategie economiche innovative e lontane dalla dimensione micro della Valle ha inciso sulla struttura sociale, sui rapporti di potere e sulla mentalità locale? Come ha reagito la popolazione e quali effetti ha avuto il cambiamento sulle strategie di appropriazione che questa adoperava tradizionalmente?
Si cercherà di trovare una risposta esauriente a tutti questi interrogativi, sia attraverso elementi oggettivi sia grazie al vissuto della popolazione rurale.

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7 INTRODUZIONE Oggetto di questa tesi è il progetto di valorizzazione della Valle del fiume Senegal, e in particolare l’impatto che questo ha avuto sulla popolazione locale. L’interesse che ha ispirato questa ricerca è stato quello di indagare e valutare, seguendo un approccio antropologico, le conseguenze di un intervento non autocentrato e delegittimato alla base, fondato sull’importazione di tecnologie e capitali dall’estero, senza un’attenta analisi del contesto di riferimento. Gli Haalpulaar, questo il nome dell’etnia numericamente maggiore della regione, a partire dagli anni Settanta sono stati coinvolti in un programma di ristrutturazione dell’area incentrato sulla gestione razionale delle acque del fiume. Si è trattato di un piano di sviluppo integrato, perché promosso e condotto da un’organizzazione, l’OMVS,

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